Archive from marzo, 2011
Mar 31, 2011 - PROMOZIONE ARTISTICA    No Comments

ELODEA presenta “La Regola” alla Feltrinelli

290311125530.jpgGNERECORDS è fiera di presentare ELODEA (LA REGOLA) il lavoro discografico che comprende un album di quindici brani con collaborazioni di musicisti internazionali.

La presentazione avrà luogo il 12 aprile prossimo alle ore 17.00 a LA FELTRINELLI di corso Zanardelli a BRESCIA e comprenderà un piccolo showcase acustico di alcuni brani live , accompagnata dal suo produttore discografico Giancarlo Prandelli. L’ artista sarà intervistata sul posto dalla scrittrice bresciana LAURA GORINI.

Due parole su ELODEA:

Nella sua carriera vanta collaborazioni illustri (Michael Bolton, i POOH, fino ad artisti emergenti come Jury Magliolo, Silver ecc.)

Incontra Giancarlo Prandelli nel 2009 e nasce il progetto ELODEA che la vede finalista nelle selezioni di SAN REMO 2010, partecipa a SAN REMO 2011 al PREMIO TIM e al PALAFIORI e ospite in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche.

Perdere i ricordi”è il primo singolo estratto già in alta rotazione su numerose radio, il tour è stato inaugurato al locale CONCESSIONARIA FIAT LUX di BRESCIA il 3-3-2011.

La Regola, è l’album che consacra ELODEA tra le stelle nascenti della discografia Italiana.

 

Info & press

serviziostampa@gnerecords.com

 

Mar 31, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

Andrea Carollo Night allo Sugar Reef

290311123207.jpgSarà festa grande il prossimo 1 aprile allo Sugar Reef di Piombino Dese ( Pd).

Infatti il giovane manager veneto Andrea Carollo ha deciso di dare vita nella serata del “ Pesce di Aprile” a una grandissima festa volta a pubblicizzare e a far conoscere sempre a più ampio raggio la sua attività.

A festeggiare con lui tanti personaggi del mondo dello spettacolo i cui nomi sono però al momento top secret.


Sito web ufficiale di Andrea Carollo:

www.carollogroup.biz

 

Laura Gorini per Andrea Carollo

Press and Production

Email: laura.gorini@yahoo.it


Mar 29, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

Quegli occhi azzurri che non tramonteranno mai…

29031185349.jpgOggi facciamo omaggio a Terence  Hill nel giorno del suo compleanno. Difatti oggi l’intramontabile Biondo dagli affascinanti e profondi occhi azzurri compie 70 anni.

Il nostro Terence è conosciuto all’anagrafe come Mario Girotti e il suo esordio sul grande schermo avviene in maniera quasi casuale , a soli 12 anni, esperienza della quale Mario non avrà un bel ricordo e da adulto dirà di non aver amato recitare.  Intraprende una modesta carriera di attore proprio per pagasi gli studi in lettere e filosofia e dopo 3 anni decide alla fine di dedicarsi completamente al cinema, arrivando a frequentare l’Actor’s Studio per sconfiggere la timidezza.
Partecipa, scritturato con una piccola parte, al film Il GattopardoIl Gattopardo, una pietra miliare della cinematografia italiana, che gli porterà una certa notorietà che lancerà la sua carriera di attore.

Nel 1967 sposa Lori Hill conosciuta lo stesso anno sul set del film campione d’incassi Dio perdona… io no!Dio perdona… io no!. Ma sul set di questo film l’incontro più importante, dal punto di vista artistico, è quello con Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, il futuro “inossidabile” compagno di scena.  Da qui i due attori assumono i loro nomi d’arte ufficiali, Terence Hill e Bud Spencer, al posto dei loro nomi originali. Il destino ha deciso per Terence perché fosse scelto al posto di Peter Martell ufficialmente vittima di un incidente a cavallo durante alcune riprese.


Bud Spencer e Terence Hill hanno girato insieme 18 film, dei quali 17 come coppia protagonista. Personalmente ringraziamo chi abbia avuto il coraggio di puntare su questa coppia, cinematograficamente parlando. Basti pensare alle numerose generazioni che hanno passato serate davanti ad un piatto di pasta e fagioli o che siano stati travolti dalla loro comicità sapendo a memoria le battute.

Il successo di Terence è legato soprattutto ad alcuni titoli del genere spaghetti-western girati insieme all’amico Bud Spencer, come i cult Lo chiamavano Trinità…Lo chiamavano Trinità…  (1970) e il suo sequel …continuavano a chiamarlo Trinità…continuavano a chiamarlo Trinità  (1971), che lanciano la coppia al successo internazionale. Ai due titoli seguono altri film altrettanto fortunati, come Altrimenti ci arrabbiamo! , Io sto con gli ippopotami, Nati con la camicia, Non c’è due senza quattro e molti altri.

Nel 1973 è protagonista, insieme a un attore del calibro di Henry Fonda, del film Il mio nome è Nessuno, pellicola di ottimo livello, prodotta da Sergio Leone, nella quale si incrociano il tema del tramonto della epopea del west con il tono più scanzonato ereditato dal personaggio di Trinità.

Dal 1983 al 1991, Hill decide di passare anche dietro alla macchina da presa, dirigendo se stesso nei film Don Camillo (1983) e Botte di Natale (1994) e nel pilot della serie televisiva Lucky Luke (1991)  Negli anni novanta Hill ha attraversato un lungo periodo di depressione causata dalla morte nel 1990, in un incidente stradale, del figlio adottivo diciassettenne Ross con il quale aveva girato i film Don Camillo (1983) e Renegade – Un osso troppo duro (1987)

 

Dal 2000 l’attore ha rilanciato la propria carriera come protagonista della fortunata serie televisiva RAI Don Matteo, nel ruolo del protagonista, un prete con un particolare intuito investigativo.
Don Matteo rappresenta la prima volta in assoluto, nella carriera cinematografica di Terence Hill, in cui l’attore recita con la sua voce. Di solito, dagli inizi della sua carriera, Terence è sempre stato doppiato nell’edizione italiana dei suoi film.
Ad oggi, in veste di 70 enne, ancora molto affascinante, Terence Hill ha dichiarato di non voler smettere di lavorare. Difatti sta girando la nuova serie della fiction Don Matteo ed ha in cantiere un progetto che renderà felici milioni di fans in tutto il mondo: un film con Bud Spencer (80 anni). I due intepreteranno la versione comica del ‘Dottor Jeckyll e Mr. Hide’.

Redazione ELFA Promotions

a cura di Francesca Molon

Mar 28, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

ARETHA FRANKLIN – 69 ANNI E NON SENTIRLI

280311151307.jpgLa carriera di questa fantastica cantante parte un po’ in sordina per vari problemi personali: infatti venne tenuta in secondo piano per ben due album. Poi nel 1967 la sua carriera decolla definitivamente: da allora, infatti, viene soprannominata Lady Soul.

Iniziò, a cantare nella chiesa del padre dove veniva ascoltata con grande piacere ma dato che non ebbe subito una personalità propria, imitando le cantanti gospel del momento, rimase ai margini.

Questi anni bui di vita personale e professionale la segneranno molto e solo nel 1967 trovò qualcuno che credette in lei, Jerry Wexler, che le fece firmare il contratto con la casa discografica Atlantic e quest’uomo fu realmente la sua fortuna. Da allora infatti divenne una fuoriclasse piena di forza e concentrazione.

Il pubblico è catturato dalle sue “esplosioni” creative cioè quella che sentiamo ogni volta che Aretha canta, è la sua vera anima segnata dagli anni di sofferenza passati.

Dagli Anni Ottanta in poi ha duettato con tantissimi artisti tra cui ricordiamo: George Michael, Elton John, Whitney Houston, Luciano Pavorotti ed Eurythmics.

Il 3 gennaio 1987 è stata la prima donna ad entrare a far parte della Rock and Roll Hall Fame.

La famosa rivista Rolling Stones nel 2004 ha stilato una classifica tra i 100 artisti più grandi della storia e Aretha è stata classificata al quinto posto, che è anche il piazzamento più alto per una donna. Dalla stessa rivista poi, è stata giudicata la più grande voce femminile di tutti i tempi.

Tra i suoi successi, ricordiamo Respect che è diventata la sua canzone simbolo, (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, Think e Baby I Love You.

Il 25 marzo scorso i suoi amici hanno voluto festeggiare i 69 anni della grande regina del soul, a New York con tanto di canzone e taglio della torta. La cantante è apparsa dimagrita ma piena di energie tanto che alla fine, anche se non era previsto, si è anche esibita sul palco.

 

Redazione ELFA Promotions

a cura di Tiziana Lungo

Mar 28, 2011 - LIBRI E FUMETTI    No Comments

Indignatevi – un libro che smuove le coscienze

28031184619.jpgNovantatre anni e non sentirli! La vigoria e la carica di un giovincello dall’aria furbetta e occhi vispi ancora molto curiosi di esplorare il mondo!

Parliamo di Stephan Hessel, nato da famiglia ebrea e arrivato in Francia nel 1925, arruolato e imprigionato durante la seconda guerra mondiale. Dopo la liberazione  collabora con il segretariato generale dell’n ONU dove partecipa alla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo.

Da sempre impegnato a livello politico da prima come Ambasciatore di Francia” nel 1981 e poi nel 2006 come Grand’Ufficiale della Legion d’onore.

Il 20 ottobre 2010 esce il piccolo libro (un concentrato di 20 pagine circa) Indignez-vous ! (Indignatevi !) che ha venduto nella sola Francia più di 700.000 copie a gennaio 2011, divenendo un vero e proprio caso editoriale e politico.

 

Ad oggi il gaiardo 93enne fa sentire la sua voce in tutto il mondo, una voce che richiama ad una storia spesso e volentieri dimenticata.

Un successo di forte impatto sociale che ha svegliato migliaia di coscienze, “Indignatevi!” del diplomatico francese, ex partigiano Stéphane Hessel. 

Hessel nelle pagine di “Indignatevi!” affronta tutti i mali della nostra epoca cerca di diffondere un messaggio che superi sia gli schieramenti politici che le divisioni ideologiche.

In “Indignatevi!” lo scrittore si chiede dove sono i valori della Resistenza, dove sia la giustizia e l’uguaglianza. 

Hessel cerca di spiegare quali sono i motivi per cui bisogna combattere e per cui bisogna tenere alta l’attenzione. L’indignazione è sicuramente il primo passo per far sì che ci sia un risveglio interiore delle coscienze.

 

Redazione ELFA Promotions

a cura di Francesca Molon

 

 

Mar 25, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

ELFA Promotions ricorda la grande Elisabeth Taylor

260311124420.jpgIl 23 marzo scorso si è spenta a 79 anni la grande diva inglese dagli occhi viola. Non stiamo qui a parlare del suo ultimo periodo di vita ma la vogliamo celebrare attraverso i suoi film più famori a cominciare da Cleopatra, ma chi non la ricorda in una delle sue prime interpretazioni in Torna a casa Lassie. Simpaticissima anche la sua versione “in giallo” dei Simpson.

Il suo talento era spesso oscurato dalla sua bellezza ma alla fine tutti dicono di lei che ci ha lasciato l’ultima grande diva dell’era d’oro.

E’ stata diretta anche dal nostro regista Franco Zeffirelli ne “La bisbetica domata” e “Il giovane Toscanini”.

Altre pellicole da lei girate: “Un posto al sole”, “La gatta sul tetto che scotta”, “Chi ha paura di Virginia Woolf”.

Si è sposata per ben otto volte ma sicuramente il suo più grande amore fu Richard Burton che sposò ben due volte.

Fu anche una grandissima amica di Michael Jackson…..beh adesso si sono nuovamente ritrovati….

E’ apparsa per ben 14 volte sulla copertina di People subito dopo la Principessa Diana

Tutti hanno speso una parola per lei perchè non solo era brava come attrice ma anche buona d’animo tanto da creare una fondazione contro l’Aids a suo nome.

Tutti noi di ELFA, ricorderemo Liz, come una delle più grandi star di Hollywood che ha fatto la storia del cinema americano ed internazionale, ricorderemo a lungo la sua luce ormai spenta.

 

REDAZIONE ELFA Promotions

a cura di Tiziana Lungo

Mar 24, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

Dario Fo festeggia i suoi 85 anni

 

240311122225.jpgIl 24 marzo il Premio Nobel per la letteratura Dario Fo, uno dei protagonisti della letteratura contemporanea, attore teatrale, sceneggiatore, scrittore e drammaturgo italiano, festeggia i suoi 85 anni e si prepara a mandare alle stampe un nuovo libro.

Il titolo è Boccaccio riveduto e scorretto, un volume che sarà edito da Guanda e che si concentra sulla figura di un altro grande scrittore italiano, Giovanni Boccaccio. Per la stessa casa editrice, inoltre, l’autore ha pubblicato anche: Una vita all’improvvisa, L’apocalisse rimandata, L’osceno è sacro, Il mondo secondo Fo, La Bibbia dei villani e L’amore e lo sghignazzo.

In merito alla sua decisione di scrivere un libro su Giovanni Boccaccio, Dario Fo, in un’intervista con Ansa, afferma: “[…] Ho avuto un’occasione per studiarlo in modo approfondito, riprendendone in mano tutte le opere”.  Dallo studio delle opere di Boccaccio, quindi, è nato un libro divertente e ricco di spunti.

Boccaccio riveduto e scorretto, è corredato, poi, da una serie di 170 illustrazioni che sembrano anticipare una possibile messa in scena dell’opera in teatro da parte di Dario Fo.

L’imminente compleanno, però, per Dario Fo è anche l’occasione ideale per riflettere sulla sua vita e sulla collettività. Secondo quanto emerge dalla stessa intervista, infatti, dal punto di vista personale, l’autore riconosce l’importanza della sua innata curiosità e del suo interessamento verso ciò che ci circonda, sentimenti che lo spingono a impegnarsi e intervenire sempre nelle occasioni che lo richiedono, soprattutto quando si tratta di difendere ciò che di buono c’è in Italia.

Dario Fo, ricorda, per esempio, il suo spettacolo presso il museo di Storia Naturale, un luogo da lui scelto appositamente come location del suo palcoscenico, al fine di “far capire ai giovani che valore potesse avere la conoscenza, il significato della scienza e del partecipare alle sue scoperte in un misto di ragione e fantasia”.

Quando le riflessioni di Dario Fo si spostano sulla collettività, le sue parole diventano severe e innegabili. L’autore, infatti, si concentra sugli aspetti negativi e sulle conseguenze che ha avuto la televisione sulla coscienza collettiva soprattutto in questi ultimi decenni.

Le sue critiche, poi, si concentrano sulla politica; sulle scelte che la Sinistra ha compiuto alla fine della Prima Repubblica e sulle conseguenze che queste scelte hanno finito per determinare nella società odierna: “Il problema è che la sinistra non ha preso in mano la situazione quando c’è stata la crisi della prima repubblica e poi è sceso in campo Berlusconi. Bisognava affrontarlo seriamente subito, senza permettergli di crescere”, afferma l’autore sulle pagine di Ansa.

La conversazione, poi, si sposta sul suo lavoro e sulle sue opere, sempre più spesso reinterpretate egregiamente da artisti e autori teatrali: “Quel che mi interessa davvero”, afferma Dario Fo in merito alla re-interpretazione dei suoi testi, “è che riescano a rinnovarli, che questi servano da occasione per nuovi collegamenti con la realtà d’oggi”.

L’intervista completa a Dario Fo è presente alla pagina dedicata di Ansa. A breve, invece, sarà disponibile su Libriblog la recensione del suo atteso Boccaccio riveduto e scorretto.

Mar 24, 2011 - MUSICA    No Comments

Jamboree – Beat Happening (1988)

24031192621.jpgEtichetta: K Records, Rough Trade Records
Prodotto da: Mark Lanegan, Steve Fisk, Gary Lee Conner

Nel 1982 ad Olympia, in quello stato di Washington che diec’anni dopo sarà noto a tutto il mondo come la culla del grunge, si formano i Beat Happening.

Oggi va di moda parlare di indie-rock, beh nei primi anni ’80 molte band suonavano veramente
musica indipendente, e tra queste c’era il gruppo di Calvin Johnson, uno dei personaggi  ‘sotterranei’ più importanti della scena. Oltre al chitarrista-guru dal look veramente molto indie (all’epoca indie non era propriamente sinonimo di moda o rock-style, come ahimè accade oggi!), ci sono Bret Lunsford, e Heather Lewis, seconda voce e sporadicamente batteria o chitarra.
Calvin Johnson è un ragazzo ambizioso e in  qualche modo eccentrico, ha dalla sua una piccola fama di ribelle controcorrente, vagamente hipster; fonda di li a poco l’etichetta K Records, centro focale del movimento underground, e ben presto si circonda di una serie di giovani ed inesperti artisti che di lì a poco saranno contesi dalle più prestigiose major. Impossibile non citare il gruppo riot-grrrls delle Babes in Toyland, oppure il ben più celebre Mark Lanegan o un timidissimo Kurt Cobain (quest’ultimo si fa tatuare sul braccio una K, come quella della K Records).

Essere alternativo, indipendente e potenzialmente sovversivo è lo scopo del Calvin-Johnson-pensiero. E alle prime note di Jamboree, secondo lavoro della band nel 1988, si intuisce cosa gira per quella testa. Suoni scarni, batteria essenziale (grancassa, rullante e qualche piatto) e ripetitiva ai massimi livelli (vedasi le inforcate soniche di Glenn Branca), riff di chitarra semplici e diretti: i tecnicismi lasciamoli ad altri, sembrano dire i Beat Happening! Non aspettatevi prodigi in fase di produzione, nonostante sieda un tizio come Steve Fisk in cabina di regia, che nel corso della sua carriera seguirà con attenzione tutto il movimento grunge.
Nessuna pretesa. L’essenzialità della musica è tutto. Spesso incompresa e volutamente incompleta.

Che sia l’istrionica Bewitched, o la spensierata In Between cantata dalla Lewis, poco importa. Tutte le tracce non superano quasi mai i 3 minuti. Esperimenti spiazzanti come Indian Summer, accompagnata da leggerissime percussioni e da una chitarra acustica dai suoni ciclici e nostalgici, o in maniera ancora più accentuata in Ask me, simile ad uno scarnissimo flusso di spoken words.
Da citare altre piccole perle ‘vuote’ (musicalmente parlando) come Cat Walk, o la rediviva Drive Car Girl; la costante rimane la voce cavernosa e  “parlata” di Johnson. The This Many Boyfriends Club, potrebbe ricordare le sonorità dei primi  Sonic Youth, ma le cose in comune tuttavia  finiscono qui.

Jamboree è un album che avrebbe tanto da  insegnare alla generazione dell’i-pod. Lontanissimi da suoni ricercati o da trame  strumentali complesse, mostra il lato genuino e fin troppo crudo della musica indipendente, quella suonata negli scantinati di casa con un pubblico di amici sbronzi, senza pretese, senza grossi messaggi da lanciare, ma con tanta voglia di fare musica. Da sempre ostili al mainstream, i Beat Happening si sono ritagliati una ristrettissima cerchia di fans, nel corso della loro carriera chiusa, senza fama e gloria dai piani alti, nel 1992.

Ascoltateli, non fanno male alla salute, anzi sono una cura contro il fashion-indie-rock deprecabile di questi ultimi anni!

a cura di Heart Of Glass
recensito da Poisonheart

Mar 23, 2011 - MUSICA    No Comments

IL GIUDIZIO DI ELEONORA ON AIR CON UNPLUGGED

ele su musicaradio.jpgSi chiama “Il Giudizio di Eleonora”, la nuova rivoluzione della musica rock italiana. Il progetto musicale è capitanato dalla carismatica cantautrice romana Eleonora Giudizi ( voce, chitarra e armonica). Il progetto, in origine Itaca, ha all’attivo svariate partecipazioni a rassegne musicali di un certo spessore come – fra le altre – “Rock targato Italia”, “Piceno on the rock”, “MTV a cut”, “Marte Live”.

Nel 2005 Eleonora Giudizi con Itaca vince il Casting Yamaha band emergenti al Rolling Stone di Milano che la porta quindi a diventare l’ Endorser Yamaha Italia 2005 e successivamente ad esibirsi sul prestigioso Yamaha Night al Teatro della Luna di Assago.

Il 2006 la vede impegnata a livello internazionale con la pubblicazione di alcuni singoli come autrice per artisti spagnoli come Chenoa (“Nada es igual”, discodi platino), e Gisela (“Cuando estoy sola”, disco di platino).

Nel 2007 è il “TourMusicFest” a vederli trionfare nella splendida cornice del Piper di Roma e premiati dal maestro Mogol.

Apre nel 2008 il concerto degli SugarFree a Firenze e nel 2009 partecipano all’importante “ Festival De Musique Du Monde De Saint- Paul- Le Dax” in Francia.

A novembre 2009 esce il primo album omonimo , “Il Giudizio di Eleonora”, prodotto da Max Minoia (arrangiatore di Morandi, Marina Rei, Haiducii, Califano, ecc…) e composto da tredici brani di cui Eleonora è compositrice della musica, mentre per i testi si è avvalsa e si avvale tutt’ora di numerose collaborazioni con Francesco Testa (“Premio della critica Sanremo 2008” con il gruppo Frank Head), e con Vittorio Centrone.

Il risultato scaturito è un rock scatenato di taglio internazionale , ricco di contaminazioni musicali di natura mediterranea, latina ed elettronica perfettamente unite a testi profondi, visionari ed ironici.

Il 2010 vede il gruppo impegnato in numerosi live al fine di far conoscere ad ampio raggio il nuovo album. Da settembre 2010 contribuisce alla promozione artistica del progetto “Il Giudizio di Eleonora”, l’assoc. ELFA Promotions . (www.elfapromotions.com).

A cavallo tra gli ultimi mesi del 2010 e inizio 2011 Eleonora Diventa testimonial

del progetto NaturElfa (www.naturelfa.com) e di “DonnaDonna Onlus”, l’associazione che ha lo scopo di prevenire i disturbi alimentari quali anoressia, bulimia e binge eating.

Attualmente Elenora Giudizi è impegnata in un appassionante tour radio, iniziato a Novembre 2010 e che terminerà in occasione del suo unplugged on air domenica 27 marzo alle ore 11 sulle frequenze di Musica Radio (101,5 in Fm su Latina e provincia) all’ interno del programma “ Un Melito al giorno”, condotto dalla spumeggiante Antonella Melito. Un appuntamento decisamente imperdibile per chi vuole conoscere meglio il mondo musicale del progetto “Il giudizio di Eleonora”.

Per maggiori informazioni vai su Musica Radio:

www.musicaradio.it

Riferimenti web per “ Il Giudizio di Eleonora”

www.ilgiudiziodieleonora.com

www.myspace.com/ilgiudiziodieleonora

Su Facebook: Official fan page de “Il Giudizio di Eleonora”

Promozione artistica ELFA Promotions

http://www.elfapromotions.com

info@elfapromotions.com

skype: elfa.promotions

Ufficio Stampa ELFA Promotions

Laura Gorini

email: laura.gorini@yahoo.it

telefono: 333/6434873

Mar 23, 2011 - BLOG LIFE    No Comments

I Colori del Mondo a Palazzo delle Esposizioni-RM

Un’altra grande mostra fotografica organizzata, a partire dallo scorso 12 febbraio con termine il 1° maggio, da National Geographic Italia al Palazzo delle Esposizioni di Roma , che quest’anno focalizza l’attenzione su “I Colori del Mondo”.
Le novantacinque immagini, inedite per il magazine e di grande impatto visivo ed emotivo, sono infatti declinate attraverso quattro colori. Rosso, colore della terra, del fuoco, delle comunità, degli usi e costumi, delle donne, dei bambini, degli uomini. E’ il colore del cuore, del sangue, della passione. Verde: il mondo green in tutte le sue espressioni, il green come colore dell’oggi e del domani, il verde della speranza. 23031143312.jpgE’ il colore della natura, della vegetazione, dell’esistenza stessa.
Bianco: l’immacolato dei luoghi colpiti dal riscaldamento globale, degli animali a rischio di sopravvivenza, dell’innocenza, della purezza. Azzurro: il colore dell’acqua e del cielo, dei mari e dei suoi “abitanti”, della gioia di esistere e della tranquillità.
Quattro colori per descrivere, tra contrasti e suggestioni, il presente e il futuro del mondo, la forza e la debolezza della natura e degli animali, l’umiltà, l’orgoglio, il dolore e la felicità degli esseri umani.
Un affascinante viaggio fotografico realizzato con gli scatti dei più grandi fotografi che lavorano e collaborano con il magazine a livello internazionale e nazionale.
“La mostra nasce dal desiderio di illustrare come i fotografi National Geographic sono riusciti, e riescono, a interpretare la vita sul nostro pianeta facendone risaltare i colori”, spiega Guglielmo Pepe, curatore della mostra ed editorialista di National Geographic Italia. “Attraverso i colori capiamo come vivono donne, bambini, uomini in tanti paesi vicini e lontani da noi; qual è la condizione dell’esistenza per chi deve combattere contro fame, povertà, guerra, malattia; come gli animali riescono a resistere alle trasformazioni del loro habitat; che cosa succede all’ambiente sotto i colpi dei cambiamenti climatici. Ma vediamo anche la Terra nella sua unicità, le persone in momenti felici, le altre specie nella loro fantastica diversità, la natura e la sua straordinaria bellezza.”

Quarantotto i fotografi in mostra, tra cui quattro italiani: Sam Abell, Lynsey Addario, William Albert Allard, Stephen Alvarez, Ira Block, Robert Clark, Jodi Cobb, Bill Curtsinger, Peter Essick, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, George Grall, David Alan Harvey, Chris Johns, Lynn Johnson, Ed Kashi, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Sarah Leen, Gerd Ludwig, Pascal Maitre, Manoocher, Steve McCurry, James Nachtwey, Michael Nichols, Paul Nicklen, Flip Nicklin, Randy Olson, Carsten Peter, Antonio Politano, Reza, Jim Richardson, Sandro Santioli, Joel Sartore, Shaul Schwarz, Stephanie Sinclair, Brian J. Skerry, James L.Stanfield, George Steinmetz, Brent Stirton, Amy Toensing, Tomasz Tomaszewski, Stefano Unterthiner, Alex Webb, Steve Winter, Cary Wolinsky, Michael S.Yamashita.

La mostra “I Colori del Mondo” è realizzata con il contributo di Barilla, Levissima e con il contributo tecnico di Artiser.

Fonte: http://www.palazzoesposizioni.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=492&explicit=SI

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