Archive from febbraio, 2012
Feb 25, 2012 - TEATRO    No Comments

“SCUSATE IL RITARDO” A TEATRO

Sul palco : un moderatore cerca disperatamente di permettere a chi interviene di lanciare un proprio messaggio nonostante l’intervento di continui disturbatori.

UNO SHOW A 360°

recitazione, canto, musica, ballo

 

presenta

ALESSIO SIMONELLI

 

Animazioni a cura di

ORIS& ALEX

 

il tutto intervallato da

stacchetti musicali anni ’60

 

musiche di

gruppo GRAN RIVALDI

con la partecipazione speciale di

Emilia Cerrato

 

una serata all’insegna del divertimento con

SCUSATE IL RITARDO”

 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

CARICHI ED ENTUSIASTI

 

Sabato 25 Febbraio 2012

presso TEATRO ALDO FABRIZI

Via del Mattatoio 58

MORLUPO (ROMA)

ore 21,00

 

 

INFO:

fb: alessio simonelli

twitter: ale_simonelli

 

Promozione web e radio by ELFA Promotions

www.elfapromotions.com

Feb 18, 2012 - CINEMA & TV    No Comments

Sanremo 2012 – Serata Finale

 

 

Sanremo 2012

Quinta serata

La pagella di Ghostrider71

 

 

Ariecco Zio Ghostrider con le sue pagelle e la cattiveria.

Si aper con un omaggio ai Beatles, “All you need is love”, balletto coreografato dal solito breavo Ezralow.ùDatosi che la bella Belèn si è prensentata afarfalla di fuori, la b(u)ona Ivana ha pensato bene di palesarsi con un nude look da fare ricescere i capelli a un calvo.

  • NINA ZILLI. Per sempre. Ci piace e si conferma ad alto livello. 8

  • GIGI D’ALESSIO E LOREDANA BERTE’: Respirare. Ma non dovevano squalificarli, visto che il palyback della Bertè di ieri sera è vietato dal regolamento? Che domanda oziosa, la… fama di D’Alessio garantisce impunità, anche se il brano è palesemente lassativo. 2

 

E vai con Geppi Cucciari, che prende in giro Gianni, Belèn e l’universo creato con la sua solita verve.

  • EMMA: Non è l’inferno. Se è la favorita c’è un motivo. Anche uno scettico come il sottoscritto gradisce. 8

  • SAMUELE BERSANI: Un pallone. Lo ripeto per l’ennesima volta: l’idea della canzone è gustasa, Bersani invece è insopportabile. 4,5

  • DOLCENERA:Ci vediamo a casa. Come ogni buon motore diesel che si rispetti, Dolcenera ci mette un pochettino a raggiungere il pieno regime, però poi non lo molla più. Brava. 7

 

Rocco Papaleo a Ivana: “Come ti chiami?” “Basilicata”. Hihihihihihihihihi.

  • PIERDAVIDE CARBONE E LUCIO DALLA:Nanì. Che dire oltre quello che già è stato detto? 8,5

  • NOEMI:Sono solo parole.L’essere arrivata in finale non giova a Noemi, che, anzichè acquistare grinta, torna al berciare della prima sera. Deludente. 4

 

Sono le 22:06. E ora vediamo a he ora finiscono, visto che al termine della gara mancano solo 3 artisti.

  • ARISA:La notte. La maturazione è compiuta: non c’è panico ne emozione per Arisa, solo la voglia di dimostrare di essere cresciuta. L’interpretazione è energica ed elegante. 7,5

  • EUGENIO FINARDI:E tu lo chiami Dio. Questo brano non stanca mai. L’interpretazione di Finardi migliora di sera in sera per qualità e calore. 9

  • FRANCESCO RENGA:La Tua Bellezza. Alcuni quotidiani hanno magnificato la qualità del brano. Questo mi ha dato la conferma che certi critici NON ascoltano i brani che giudicano. Si salva solo la voce di Renga, su cui non si può disquisire, tutto il resto è noia (per dirla con Califano). 5

 

E’ arrivato Celentano e, dopo un brano vigoroso ed affascinante, comincia a vibrare mazzate. Tre, quattro persone massimo urlano “basta”, dando l’impressione di una clacque pilotata ad arte, peraltro subito zittita da chi applaude.

Rapidamente dico che non condivido le accuse di qualunquismo rivolte ad Adriano, ma è solo un parere personale.

“La cumbia di chi cambia” non è un pezzo straordinario, comunque si incunea bene sulla linea di Celentano.

Il duetto tra il Molleggiato e Morandi è qualcosa che ti agguanta le trippe, ti squote nel profondo. L’eterno ragazzo di Monghidoro si commuove fino alle lacrime; è emozione vera, che travalica ed abbatte le polemiche. Nel bene e nel male, la presenza di Celentano impronta di se questo festival.

Causa premiazione, tocca sorbirci l’esibizione del vincitore della categoria giovani, Alessandro Casillo, il Justin Bieber(on) dei poveri. Il sottoscritto si spara una dose di antistaminico e tollera.

L’intermezzo con Geppi Cucciari ammoscia l’ammosciabile, dando una sacrosanta coltellata alla sopportazione di chi ancora resiste davanti allo schermo. Segue televendita.

Salgono sul palco dell’Ariston i redivivi Cranberries, eseguendo la loro inossidabile Zombie. Ad essere sinceri, Dolores O’Riordan appare leggermente arrugginita, comunque è sempre un piacere starli a sentire.Dopo una breve intervista segue il loro nuovo singolo e, con tutta la più buona volontà sembra che i Cranberries stiano esclusivamente celebrando se stessi, nulla più.

 

Grazie ad un meccanismo di voto che non sta ne’ in cielo ne’ in terra, al televoto finale vanno Noemi, Emma ed Arisa.

Ma non è che questo schifo di sistema serve solo a portare quattrini alla ditta che appalta il televoto e a coprire una classifica decisa a priori?

In attesa di scoprire il vincitore, ci vengono propinati di nuovo Luca e Paolo. La loro performance è triste e squallida, com’era prevedibile del resto.Un tentativo di captatio benevolentiae patetico e futile è il canto del cigno del duo comico(?).

Anzichè porre fine alla tortura tocca sorbire anche il balletto. Con tutto il rispetto per il bravo Daniel Ezralow, non se ne può più.

Il brodo lungo, diceva nonna mia (pace all’anima sua) non va bene nemmeno per gli ammalati. Io non ho mai dubitato di questa massima, a quanto pare gli organizzatori del festival si. Siamo costretti, infatti, a ingollarci l’ennesima performance dei tre finalisti anzichè assistere alla proclamazione del vincitore. La carenza di idee produce prolissità, visto che si poteva concludere almeno mezz’ora fa (sono le 00:16).

Decisamente questa edizione del Festival mostra la corda, persa com’è tra lungaggini e banlità.

Ci si desta dalla noia solo quando Rocco Papaleo interpreta la sua “Come Vivere”. Semplicemente deliziosa. La lunghezza di questa finale rimane comunque semplicemente raccapricciante.

 

Siamo arrivati faticosamente, dopo un’ora e mezza abbondante di fuffa alla proclamazione del vincitore:

 

  • Emma

  • Arisa

  • Noemi

 

Il Festival ce lo siamo lasciato alle spalle anche quest’anno. Speriamo che le cose cambino, altrimenti la vedo triste.

 

di Ghostrider71

Redazione ELFA Promotions

 

 

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Feb 18, 2012 - CINEMA & TV    No Comments

Sanremo 2012 – Quarta serata

 

 

 

Sanremo 2012

Quarta serata

Le pagellone di Ghostrider71


 

Un saluto dal vostro affezionato Ghostrider71 che, dopo la giusta pausa contemplativa di ieri sera, torna a proporvi le sue pagellissime più feroce (e riposato) che mai.

Cominciamo bene, con un’affascinante performace di Simona Atzori. Questa straordinaria ballerina comunica emozione pura, ben servita dall’ottima coreografia di Daniel Ezralow e dall’impeccabile performance del violinista David Garret, che ci regala anche una rapida e preziosa esecuzione de “il volo del calabrone”.

 

Parte subito il televoto, sistema che, come detto più volte, lascia spazio ad una marea di dubbi.

Per fortuna che c’è Rocco Papaleo, stasera impegnato a rendere più sobrio persino Morandi. Deliziosa la trovata della tenuta governativa.

Comincia la gara

  • Noemi e Gaetano Curreri Sono solo parole. Valeva la pena di vederlo questo duetto, sissignori. La ruvida voce di Gaetano Curreri restituisce dignità a questo brano. Si ha più volte la sensazione che il cantante degli Stadio sovrasti Noemi piuttosto che sostenerla. 6,5

  • Pierdavide Carone, Lucio Dalla e Gianluca Grignani –Nani’. Che c’entra Grignani con questa canzone? La sua presenza rende turgido ciò che doveva essere etereo. Il brano risulta appesantito e goffo. Occasione sprecata. Peccato per il bravo Carone. 6,5

  • Dolcenera e Max Gazzè Ci vediamo a casa. Con tutto il rispetto per Max Gazzè, la sua presenza nulla aggiunge e nulla toglie al brano, triste a dirsi ma il suo contributo è pressochè nullo. Dolcenera acquista confidenza ogni sera che passa. 6,5

 

La sinergia tra Morandi e Papaleo è straordinaria, i due riescono a restituire garbo ed eleganza alla serata. L’ingresso di Ivana (senza la K) Mrazova costituisce, a parte due roselline striminzite tenute in mano dai conduttori, l’unica presenza floreale del festival.

Il ritmo della serata è molto sostenuto. La gara è finalmente in primo piano… Meno male.

  • Gigi D’Alessio, Loredana Bertè e Mario Fargetta –Respirare. Ci mancava un tocco truzzo alla tamarreide! Questa performance è la dimostrazione di come per essere volgari non servano le parolacce. Questo prodotto becero andrà forte in discoteca, probabilmente, ma con Sanremo (e la musica in genere) poco ci azzecca. Esecrabile. 2

  • Chiara Civello e Francesca MichielinAl posto del mondo. Finalmente un accoppiamento ben riuscito. Il brano sembra finalmente acquistare completezza. La voce della giovane Michielin, nonostante i limiti tecnici, impreziosisce la canzone (scritta dalla Civello a quattro mani con un talento come Diana Tejera). 7,5

 

Arriva Sabrina Ferilli, ed esegue “Sanremo nun fa la stupida stasera” a due voci con Morandi. Nazionalpopolare, nulla di più. L’intervista è garbata, minimalista ma gradevole. Condivido in pieno la Ferilli quando afferma che la nostra televisione è la migliore.

Garbato ed innocuo il duetto tra lei e Morandi sulle note di un famoso brano di Luis Armstrong, con contorno di un Papaleo che suona il trombone in playback.

  • Samuele Bersani e Paolo Rossi Un pallone.Paolo rossi, stralunato come non mai, look a metà tra Totò e Chaplin, ce la mette tutta per salvare la situazione con la sua verve surreale. Peccato che Bersani sia sul palco anche lui. 5

  • Eugenio Finardi e Beppe Servillo con il Piccolo Ensemble FuturoE lo chiami Dio. Accoppiata perfettamente riuscita. Due mostri sacri a confronto. Il cantante degli Avion Travel e Finardi assieme sono quanto di più bello Sanremo potesse mostrarci quest’anno. Semplicemente deliziosi. 9

  • Nina Zilli, Giuliana Palma e Fabrizio BossoPer Sempre. Come calza bene la voce di Giuliano Palma a questo brano! Lui e la Zilli fanno faville, ottimamente accompagnati da Fabrizio Bosso che, dopo aver magistralmente accompagnato Gualazzi l’anno scorso, ci regala un’altra splendida performance alla tromba. Di alto livello. 8,5

  • Arisa e Mauro Ermanno GiovanardiLa notte. Questo abbinamento è la conferma che Arisa ha intrapreso un percorso di maturazione all’insegna della qualità. La voce dell’ex cantante dei La Crus sostiene Arisa con eleganza e misura. Magico il violino di Mauro Pagani. Emozionante e soffuso. 8

 

Quando mancano solo tre artisti alla fine della gara arriva il momento dell’ospite. Il bravo Alessandro Siani porta una ventata di brio e simpatia. Chiaro esempio di come si possa fare comicità senza scadere sul becero e sul volgare, Siani agguanta il pubblico con la sapienza del cabarettista navigato.

Emozionante il momento in cui si mette, con eleganza e stile a raccontare l’italia e l’italianità. “L’italia è come il mare: indivisibile”.

  • Emma e Alssandra AmorosoNon è l’inferno. Altro abbinamento azzeccato. La Amoroso aggiunge al brano una “canna” notevole. L’interpretazione di Emma, in continua evoluzione ne giova assai. Nulla da eccepire. 8

  • Matia Bazar e PlatinetteSei tu. La presenza di Platinette (senza trucco, possenti dei!) mette in evidenza alcuni difetti del brano, tra cui un richiamo abbastanza palese a “Gente come noi” di Spagna. Nel complesso la canzone risulta abbastanza appesantita e perde colpi. 6,5

  • Francesco Renga, Scala e Kolacny BrothersLa tua bellezza. Ma che roba è? Una messa cantata? La prossima volta vedremo il buon Renga alla guida di qualche coro parrocchiale… Se qualcosa di buono c’era in questo brano è stato abbondantemente buttato ai maiali. Per carità. 4,5

La lista è completa, bisogna solo attendere il risultato del televoto. La serata sta scivolando via veloce e gradevole. Mancano i quattro giovani.

Nel frattempo Rocco Papaleo si (e ci regala) un gustoso siparietto musicale. Un po’ crooner, un po’ cabarettista, il Nostro crea un momento magico che è omaggio vero alla musica e alla vita. Incantevole.

E’ il turno degli One Direction, boy band anglo-irlandese, già terzi nella settima edizione di The X-Factor, che presentano il loro singolo “What makes you beautiful”. Gli hanno anche fatto annullare una data per portarli sul palco dell’Ariston. Beh, potevano pure risparmiarsi il disturbo.

Torniamo alla gara, passiamo ai nostri giovani.

  • ALESSANDRO CASILLO:E’ vero (che ci sei). Il brano sembra sempre più banale e sciapo. L’interpretazione è modesta, segnata com’è da un’ormai evidente carenza vocale e tecnica del giovane Casillo. 5

  • IO HO SEMPRE VOGLIA:Incredibile. Interpretazione ancora più solida dell’altra sera. Energia e freschezza a profusione vengono da questa giovane band che convince e piace. Il brano è robusto ed onesto, scritto col cuore, non col portafogli. Bravi. 7,5

  • MARCO GUAZZONE:Guasto. Peggio che andare di notte. Lagnoso era e lagnoso rimane. Fomenta solo noia e fastidio. Basta per favore. 4,5

  • ERICA MOU:Nella vasca da bagno del tempo. Senza dubbio la giovane cantautrice è promettente assai. Permane questa fastidiosa sensazione di avere già sentito altrove il brano. 6,5

 

Nonostante la serata abbia un ritmo decisamente superiore alle altre, abbiamo già superato la boa della mezzanotte da un pezzo. Mancano solo i risultati delle votazioni. Ritengo che il meccanismo di voto per i giovani sia un filino macchinoso e fumoso.

Ci mancavano i ballerini di “Ballando con le stelle”! Non si sentiva assolutamente il bisogno di questa solenne perdita di tempo. Così il ritmo se ne va alle ortiche.

Per carità sono stati bravissimi, ma si poteva evitare.

Stop al televoto.

Il meccaanismo perverso della premiazione dei giovani fa assomigliare tutto al gioco delle tre carte. Ecco i risultati:

  1. Alessandro Casillo

  2. Erica Mou

  3. IoHoSempreVoglia

  4. Marco Guazzone,

Il risultato è, nella migliore delle ipotesi opinabile. Casillo a mio parere non meritava assolutamente la vittoria, sia per il brano presentato che per l’interpretazione.

Tutto sommato giusto il secondo posto ed il premio Mia Martini ad Erica Mou.

Rimane da scoprire la classifica dei Big.

 

Passano il turno:

  • Eugenio Finardi

  • Samuele Bersani

  • Nina Zilli

  • Dolcenera

  • Arisa

  • Francesco Renga

  • Noemi

  • Emma

  • Gigi D’Alessio e Loredana Bertè

  • Pierdavide Carone e Lucio Dalla.

 

Escono dunque i Matia Bazar e Chiara Civello.

A questo punto bisognerebbe capire che cosa succede in fase di votazione, visto che, anche alla luce della performance di stasera, c’erano ben’altre persone che potevano essere scaraventate fuori dalla gara senza rimpianto alcuno.

Oramai si è fatta una cert’ora, la fatica si fa sentire. Alla fine il ritmo ha sbracato e i tempi si sono dilatati oltre l’umana tollerabilità… E domani torna Celentano…

 

di Ghostrider71

Redazione ELFA Promotions

Feb 15, 2012 - CINEMA & TV    No Comments

Sanremo 2012 – seconda serata

 

Sanremo 2012

Seconda Serata

Le pagelle del Ghostrider71

 

Di nuovo il vostro affezionato zio Ghostrider71 si appresta a sciorinarvi le sue pagellone sul Festival.

Prima di tutto, però, per amore di onestà voglio fare ammenda di una piccola cattiveria espressa nell’articolo di ieri sera. Avevo insinuato che l’intervento di Adriano Celentano fosse stato epurato dal sito ufficiale della rai. Le cose non stanno così. Un disclaimer sulla pagina ufficiale del festival avvertiva che le immagini non erano state incluse dato che la RAI non detiene i diritti sugli audiovisivi della performance del Molleggiato. Curioso ma è così. Anche questo sarà stato il prezzo da pagare per la violenta impennata di ascolti avuta durante l aperformance di Celentano…

L’anteprima della trasmissione viene affidata ai Soliti Idioti. Mai nome fu scelto meglio. Ma dovevano fare ridere o cacciare via gli ascoltatori?

Il balletto di apertura è ispirato al famoso discorso di Martin Luther King “I have a dream”. Intrigante anche se velato di una certa retorica. Piace senza entusiasmare.

La reprise del siparietto comico cominciato con l’anteprima fa calare il latte alle ginocchia.

Se questo è il meglio della comicità italiana…

 

  1. NINA ZILLI. Per sempre. Confermata la buona impressione di ieri sera. Nulla da aggiungere. 8,5

Quanto è bravo Rocco Papaleo, sempre misurato, elegante, mai volgare. Ironizza su tutte le polemiche, sui disastri del meccanismo di voto, sulla performance di Celentano con garbo, intelligenza e simpatia. Ci piace assai.

 

  1. ARISA: La notte. Anche lei nulla aggiunge alla performance di ieri. Continuiamo ad apprezzare il tentativo di crescita e maturazione di Arisa. 7

  2. GIGI D’ALESSIO E LOREDANA BERTE’: Respirare. Il maranga e la carampana colpiscono ancora. Il brano ad un secondo ascolto sembra un maldestro patchwork, una scopiazzatura di svariati brani, tra cui almeno un paio della Bertè. Sul fronte dell’interpretazione siamo peggio di ieri. Quando metteranno fine a tanta tortura? 2

 

Entrano le due belle topolone, noi maschietti ci rifacciamo gli occhi ed il ritmo della trasmissione crolla. Onestamente, la Canalis e Belèn sono gli unici fiori (e che fiori) presenti sul palco di Sanremo.

  1. PIERDAVIDE CARBONE E LUCIO DALLA: Nanì. Il secondo ascolto di questo brano permette di apprezzarlo meglio. Convincente e coinvolgente. Per il giovane Carone i tempi di Amici sono un brutto ricordo: la maturazione sta arrivando a grandi falcate ed il salto di qualità è evidente. 8,5

E’ il momento dei duelli tra gli interpreti di Sanremo Social. Unico grosso dubbio è il televoto che, come il sonno della ragione, solitamente genera mostri.

 

 

  1. ALESSANDRO CASILLO: E’ vero (che ci sei).Questo fantolino dall’aspetto di un divetto adatto a riviste stile “cioè” presenta un brano di una banalità imbarazzante. L’interpretazione è segnata dall’emozione e dall’inesperienza. Il materiale c’è ma è grezzo; andrebbe raffinato con una lunga gavetta lontano dai grandi palchi.Non sufficiente. 5
  2. GIORDANA ANGI: Incognita poesia.Questa cantautrice diciottenne presenta un brano maturo, raffinato e di difficile ascolto. Notevole l’interpretazione: la giovane Angi trasforma l’emozione in energia comunicativa. Bello e difficile. 7,5

 

  1. MATIA BAZAR: Sei tu. Tendenzialmente simili a ieri sera. Il brano purtroppo ad un secondo ascolto sembra mostrare segni di invecchiamento precoce. 7

  2. EUGENIO FINARDI: E tu lo chiami Dio. Non c’è dubbio: questo brano calza a Finardi come un guanto. La buona prestazione di ieri è decisamente confermata. 8

Come temevo il televoto comincia a partorire mostri: la prima sfida tra i giovani si chiude con la vitoria di Alessandro Casillo. Peccato per Giordana angi, che gli era superiore di svariate lunghezze. De gustibus…

Stendiamo un velo pietoso sulla seconda esibizione dei Soliti Idioti. Beceri, insulsi, volgari ed inutili come non mai. Una perdita di tempo.

Continua la gara dei giovani

 

  1. IO HO SEMPRE VOGLIA: Incredibile. La forza di questa band sta nella lunga e dura gavetta passata in locali fumosi e su palchi scomodi, prima di approdare nel giro di Sanremo Lab. Hanno le ossa grosse e le spalle forti. Il loro brano è il degno risultato di tanto duro lavoro. Rock melodico gradevole e caldo che, al momento giusto, mostra la giusta dose di muscoli. Bravi. 7,5

  2. CELESTE GAIA: Carlo. Oddio, l’oca giuliva!!! Brano pastorizzato e precotto, studiato per bruciare nell’arco di un paio di mesi di estenuanti passaggi radio. Oltre la confezione il nulla. Interpretazione fatta di sorrisini, mossette, ammiccamenti, cosce lunghe e scritte sulla manina. La voce è un’optional. 4,5

 

 

  1. EMMA: Non è l’inferno. Oggi più di ieri Emma convince, aggiungendo ancora più pathos e grinta alla sua performance. Il brano rende meglio ad un secondo ascolto. 8

 

Con l’intervento di Morandi sulla crisi della DMS, storica fabbrica di cd e vinili, il mondo reale irrompe sul palco dell’Ariston.

Dopo la realtà, sul palco entra anche Ivanka Mrazova, notevole stangona moderatamente oca. Il pubblico maschile se ne bea. Papaleo, per sincerarsi che sia veramente lei le fa indossare un collarino a mo di scarpina di cenerentola. Innocuo.

 

  1. MARLENE KUNTZ: Canzone per un figlio. Insulsi e futili esattamente come ieri. 4

  2. IRENE FORNACIARI: Grande Mistero. Meno legata rispetto a ieri, egualmente convincente. 7

  3. SAMUELE BERSANI: Il pallone. Nulla aggiunge e nulla toglie a quanto visto e sentito ieri. 4,5

 

Ennesima squallida gag dei Soliti Idioti. Ma noi paghiamo il canone per foraggiare sti deficenti? Basta per pietà.

Torniamo a Sanremo Social ed il televoto ci stupisce, premiando una tantum la qualità. Passano gli Io ho sempre voglia. Meno male.

 

  1. ERICA MOU: Nella vasca da bagno del tempo. Questa giovane cantautrice di discreto talento presenta un brano dal testo decisamente interessante. Peccato che, nella parte centrale, la canzone assomigli pericolosamente a “Zombie” dei Cranberries. 6,5

  2. BIDIEL: Sono un errore. La giovane band catanese, capeggiata dal Brando Madonia, figlio di quel Luca ex Denovo che tutti conosciamo, ci incanta e ci diverte con uno spumeggiante brano dalle sonorità retrò. Coinvolgenti. 7,5

 

 

Dopo un simpatico intermezzo di Papaleo col collarino di “costrizione” si torna alla gara dei big.

  1. CHIARA CIVELLO: Al posto del mondo. Anche per lei non possiamo che confermare il buon giudizio di ieri. 7

Tutte e tre le topolone salgono sul palco per far da contorno al buon Rocco Papaleo col suo gustoso intermezzo sulla “brutta che ti piace”.

  1. NOEMI: Sono solo parole. Decisamente la sua performance di stasera migliora notevolmente quanto visto ieri. Nella prima parte riesce a non essere calante, nella seconda, dove il tono si alza, intona senza berciare, evitando le stonature inanellate ieri. Strappa la sufficienza, questo è vero, ma la sensazione che sia inadatta al brano permane. 6

Arriva il televoto e di nuovo ci lascia con l’amaro in bocca. Passa Erica Mou e forse non lo meritava, vista anche quella curiosa assonanza della sua canzone col brano dei Cranberries.

  1. MARCO GUAZZONE: Guasto.Lamentoso e cantilenante, vero esponente della depressive music. Fac simile dei peggiori radiohead con spruzzate abbondanti di pop. Per carità. 5
  2. GIULIA ANANIA: La mail che non ti ho scritto.Brano pop fresco, semplice, innocuo e ben eseguito. 6,5

 

Ma basta con i Soliti Idioti! La loro presenza becera genera solo fastidio. E meno male che si sono lamentati di Celentano!

  1. FRANCESCO RENGA: La Tua Bellezza. Anche per questo brano constatiamo un precoce invecchiamento. Resta solo la voce di Renga, ma è poco. 6

  2. DOLCENERA: Ci vediamo a casa. Gasata dalle critiche ricevute dai quotidiani, redatti da esperti ben più blasonati del sottoscritto, Dolcenera affronta il palco con più grinta ed energia di ieri. All’eleganza si affiancano i muscoli ed un buon dominio della scena. Migliora e piace. 7

 

Si torna a Sanremo Social. Il televoto è favorevole a Marco Guazzone. Sorvoliamo.

Alla finale di venerdì quindi accederanno:

  • Alessandro Casillo
  • Io ho sempre voglia
  • Erica Mou
  • Marco Guazzone.

Morandi non riesce a fare a meno di richiamare sul palco i Soliti Idioti. Ma non gli bastava un unico siparietto di pochi minuti? Ci sarebbe stato decisamente più spazio per finire la serata prima della mezzanotte… C’è gente che il giorno dopo va a lavorare….

Andiamo verso le 4 eliminazioni su 14. Prima però ci dobbiamo sorbire Martin Solveig sul palco dell’Ariston. Ma gli organizzatori lo sanno che differenza passa tra dj e musicista? Mi viene una malsana voglia di autopunirmi col cilicio…

Meno male che c’è Rocco Papaleo, esilarante anche nelle vesti di un’improbabile dj.

Finalmente arriva la lista dei finalisti:

  1. Chiara Civello

  2. Eugenio Finardi

  3. Samuele Bersani

  4. Nina Zilli

  5. Matia Bazar

  6. Dolcenera

  7. Arisa

  8. Francesco Renga

  9. Noemi

  10. Emma

Vengono quindi eliminati

  1. Irene Fornaciari

  2. Marlene Kunz

  3. Gigi D’Alessio e Loredana Bertè

  4. Pierdavide Carone e Lucio Dalla.

 

Inutile dire che anche questa votazione lascia un minimo di amaro in bocca. Al posto della Fornaciari e del duo Carone/Dalla avrei visto molto bene Noemi e Samuele Bersani, ma tant’è, la giuria demoscopica è composta da fini conoscitori di musica ergo… Non ci rimane che sperare nel ripescaggio, augurandosi che il perverso meccanismo del televoto non generi altri mostri.

 

di Ghostrider71

Redazione ELFA Promotions

Feb 15, 2012 - LIBRI E FUMETTI    No Comments

Presentazione libro “Garbatella Combat Zone”

Presentazione del libro di

Massimiliano Smeriglio

al ristorante wine bar Portofranco

in località Aprilia.

 

Vi aspettiamo Mercoledi 15 febbraio 2012

inizio ore 18.00


per la presentazione del libro

Garbatella combat zone


la lettura di alcuni passi del libro sarà accompagnata dal violino


Ospiti al dibattito finale:

studio 93, testate locali,

rcs media ed editoria,

Libero o il Tempo testata

 

Garbatella combat zone è un romanzo duro,

che non regala illusioni, ma pensieri.

Ossigeno ai nostri giorni”.

La Repubblica

 

Garbatella Combat Zone è il romanzo criminale all’ombra del Gazometro”

Il Mucchio.

 

 

Organizzazione eventi: Fabrizio Pecci

Regista: Domenico Briguglio

Rappresentante della cultura con attestato documentato dal presidente della Repubblica Napolitano

 

Promozione web e radio

a cura di ELFA Promotions

www.elfapromotions.com


 

Feb 14, 2012 - INTERVISTE    No Comments

VZ69: UN MONDO DA RACCONTARE

Consigliato dalla ELFA Promotions, presentiamo un’altra band emergente: VZ69. La sigla, che può destare curiosità, denomina un gruppo tutto italiano, nella fattispecie romano. Il nome, derivato all’inizio da Vicolo Zappi, è stato poi modificato in Vicolo Zappa, in onore del maestro Frank Zappa.

Nato nel settembre del 2001, è formato da sei membri ma una caratteristica di questo particolare complesso musicale è la “collaborazione” con altri artisti. Per questo motivo nei loro concerti, quando ne hanno l’occasionee i presupposti, è possibile ascoltare altri gruppi o cantanti, godere della loro interazione. Tra questi vi è, ad esempio, il grande cabarettista romano Dani Brà, il tiburtino Pynky Punk e, soprattutto, Eleonora di Dio, che con la sua bellissima voce contribuisce alla creazione del brano “Immagine di un incubo, incentrato sul rapporto di coppia, presente nel loro album.
Amano definirsi dei “comunicatori” ed effettivamente le loro canzoni raccontano fatti di vita quotidiana e stati d’animo. La musica, strettamente connessa al testo, rispecchia emozioni e sentimenti di un determinato momento.
Un esempio è offerto dalla canzone Sir Cliff (che, chiariamo, non ha nulla a che vedere con il cantante inglese Sir Cliff Richard), dedicata a un personaggio molto simpatico e buffo incontrato durante un viaggio in Scozia. Accolti da questo Sir Cliff nella sua comune, posta tra Oxford e Londra, la band traduce quella fantastica esperienza vissuta in un brano musicale.Degna di nota è Don Bastiano, che si rifà all’ omonimo personaggio de Il Marchese del Grillo di Monicelli. Chiaro il riferimento al potere della chiesa, laddove protagonista diventa il brigante e ribelle prete del film.
La loro musica è energica e il risultato di molte influenze. Dentro le loro performance, ogni membro porta il proprio bagaglio musicale, rivisitandolo e dando vita a brani davvero particolari, sebbene l’orecchio percepisca ritmi o linee melodiche che hanno radici anche lontane e attecchite nella tradizione. Pur non potendo prevedere il futuro sviluppo musicale dei VZ69, il primo e ufficiale disco “Un Viaggio nel tempo” sembra possedere alcune delle loro peculiarità, tra le quali una certa imprevedibilità, l’ironia e una forte carica vitale.

I VZ69 possono vantare un percorso di tutto rispetto e innumerevoli sono le partecipazioni ai concorsi, a Festival e Manifestazioni Musicali e i concerti tenuti negli anni. Tra questi ricordiamo: il Festival Rock di Aprilia (2002), il Tivoli Rock (2007,) il Subiaco Rock Blues Festival (2008), il Tivoli Rock Night a Stazione Birra (2008), il Festival Castel Verde Rock (2010) dove risultano primi classificati, la Festa della Musica di Lanuvio (2011).
Tra i concerti possiamo segnalare quello a Riofreddo (2003), l’apertura dell’esibizione di Federico Fiumani in occasione della Giornata della Musica (2006), quello svolto nell’Anfiteatro di Bleso a Tivoli (Rm) il 18 giugno 2011, un Tour radiofonico (Maggio-Luglio 2011) e un live estivo tenuto nello stesso anno. Sono vincitori di molti premi e ricoprono anche il ruolo di support band. La nuova stagione live si apre con il concerto al Cross Roads nel 2011 e continua ad oggi con grande vigore e carica interpretativa.



GoodMorning: Iniziamo a conoscere questo nuovo gruppo tutto italiano, i VZ69. Il nome salta subito all’occhio. Il significato dell’acronimo è stato palesato, ma il 69 rimanda a un significato particolare o è semplicemente un numero propiziatorio?

VZ69: A chiunque ce lo ha chiesto, e fidatevi sono moltissimi, abbiamo sempre dato la stessa risposta «Lasciamo a voi l’interpretazione!».


 

G.M.:Qual è il ruolo di ciascun membro della band?

VZ69: Francesco Carlucci: Batteria; Daniele Santolamazza: Basso; Virginio Cola “Mr Ciro” : Voce e Trombone; Fabio Moreschi : Chitarra solista ; Roberto Conti : Chitarra ritmica ; Fabrizio Bianchi : Tastiere e Sinth.


 

G.M.: Descrivetevi con un aggettivo.

VZ69: Originali e allegri.


 

G.M.:Quando e come nascono i VZ69?
VZ69:I VZ69 nascono nel mese di settembre del 2001 tra braciolate e buon vino, quando Daniele Santolamazza, Francesco Carlucci, Massimiliano Marchetti e Roberto Conti, amici di vecchia data, decidono di condividere i percorsi e le influenze musicali (da Frank Zappa ai King Krimson, dai CCCP a Johann Sebastian Bach…) avuti singolarmente fino ad allora.
La prima scelta unanime del gruppo è che i testi dovessero essere in italiano e che dovessero raccontare storie, sentimenti ed esperienze di routine quotidiana, racconti di vita vissuta lungo la strada. Passano pochi mesi e si aggiunge al gruppo Dario Caruso, giovane tastierista talentuoso.
Nel 2006 la band completa la sua formazione con l’inserimento del cantante e trombonista Virginio Cola, per tutti “Mr Ciro”. Nel 2008 si unisce ai VZ69 Mario Castellani, abile percussionista. A settembre dello stesso anno, il concerto di Stazione Birra coincide con l’ultima esibizione di Dario Caruso insieme al gruppo. A sostituirlo sarà il maestro Fabrizio Bianchi, attuale tastierista. Nel 2009 Massimiliano Marchetti lascia la band e a sostituirlo sarà il giovane talento, il chitarrista Fabio Moreschini.


G.M.:Siete definiti i “folletti del rock”. Perché? Da che cosa ha origine questo epiteto?

VZ69: Folletti del rock? Perché siamo “piccoli, brutti e molto arrabbiati”.

G.M.: Parlateci del vostro percorso musicale.
VZ69:In questi anni ne abbiamo fatta di strada e tra i concerti più significativi citiamo: nel 2002, a pochi mesi di vita della band, il Festival Rock di Aprilia; nel 2003 il concerto a Riofreddo dove il palco è diviso con i Ratti della Sabina e dove per l’occasione si registra il cd live del gruppo. Tra il 2005 e il 2007 ci esibiamo in piazze e locali di Edimburgo in concomitanza con il Fringe Festival. Nel 2007 oltretutto apriamo il concerto di TM Steven, il celeberrimo bassista che ha suonato e inciso con musicisti del calibro di Tina Turner, Steve Vai, James Brown per citarne qualcuno. Ci aggiudichiamo inoltre il primo posto nel Concorso “Augusto Daolio” (Roviano, 2008) e siamo sia i primi classificati nel festival Castel Verde rock che i vincitori del Concorso Rock N’Blues live contest 2011. Siamo la support band dello storico gruppo progressive “Le Orme” e tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 ci esibiamo in alcuni dei migliori locali romani, tra cui Crossroads, Contestaccio, Circolo degli artisti e Jailbreak. Nel 2010 , ospiti negli studi di Radio Rock nella rubrica Drago Midnight, abbiamo persino suonato alcuni dei nostri brani rivisitati in versione acustica.


G.M.:Il vostro rapporto con la città eterna. Che “risposta” avete avuto da Roma, dai romani, durante questi anni? Dal 2001 ad oggi avete notato un cambiamento circa la percezione e la fruizione della musica in generale e della vostra in particolare? Trovate che sia più facile ricevere risposte positive dal pubblico?

VZ69: Dal 2011 ad oggi di strada ne abbiamo fatta tanta, vivendo esperienze positive e negative. Ora ci rendiamo conto che ce n’è ancora da fare e che il pubblico, romano o altro, è molto esigente. Di conseguenza per guadagnarsi una posizione più o meno buona ci vuole tanta professionalità e tanto sacrificio. Se non si sta attenti, non ci vuole nulla a perdere tutto quello che si è guadagnato!

Per quanto riguarda la nostra proposta musicale, ultimamente abbiamo avuto l’occasione di suonare in importanti locali della capitale, come il Crossroad e il Circolo degli artisti. Abbiamo sfruttato molto bene questi importanti palchi nonché vetrine di visibilità, ricevendo tanti consensi dal pubblico che ci ascoltava. Vedere la piazza del Circolo degli artisti ballare sulle note della nostra musica è stato molto appagante! Il contatto con il pubblico per noi è molto importante ed essenziale.


 

G.M.: La vostra esperienza ad Edimburgo. Cosa vi ha dato, umanamente e professionalmente parlando, esibirvi nei locali e nelle piazze scozzesi?

VZ69: In terra Scozzese quello che ti salta subito agli occhi è la cultura musicale della gente e il rapporto che hanno con la musica stessa. Nei locali dove abbiamo avuto il piacere di esibirci o dove andavamo per gustare delle buone birre non esistono karaoke o passatempi vari come dalle nostre parti. Lì c’è solo musica e rigorosamente dal vivo. La gente che frequenta i pub è variegata, dal ragazzetto alla coppia innamorata di sessantenni che ballano a colpi di Rock n’roll! È e la stessa gente che ballava durante le nostre esibizioni, offrendoci la birra in cambio di una firma sul nostro CD. Queste cose possono solo che darti positività e voglia di fare e vivere la musica. Torneremo in Scozia? Certamente sì!


 

G.M.: Quale partecipazione a concorso o evento è stata più importante per voi? E perché?

VZ69: Partiamo dal fatto che, per come vediamo noi il rapporto con il palco, tutti gli eventi e i concorsi sono importanti. Negli eventi a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare ci è stata data la possibilità di dividere il palco con artisti del calibro di TM Steven, Riky Portera, Federico Fiumani, Le Orme ecc… Vedere questi artisti muoversi dentro e fuori dal palco, prima, durante e dopo l’esibizione può solo che insegnarti e aumentare la tua esperienza musicale.

Per quanto riguarda i concorsi, hai la possibilità di confrontarti con altri musicisti come te e di metterti in gioco anche con un pubblico che magari non è lì per ascoltare principalmente la tua musica. Di tutti i concorsi ai quali abbiamo partecipato quello che ci ha dato più soddisfazioni è stato il Rock n’ blues live contest 2011 dal quale siamo usciti vincitori.


 

G.M.: Per quanto riguarda la vostra musica, vi ispirate a qualche genere o autore in particolare?

VZ69: Più che ispirazioni nella nostra musica possono trovarsi contaminazioni. Oltre che suonare noi ci riteniamo grandi ascoltatori. I nostri gusti musicali spaziano molto per generi e artisti, da Frank Zappa a Battisti, ai King Krimson, a Led Zeppelin alla P.F.M. ecc… Durante le composizioni ognuno mette del suo e così ci troviamo ad arrangiare questo grande minestrone musicale. È da li che nasce il sound ricco di contaminazioni dei VZ69!


 

G.M.: Parlateci del vostro primo ed ufficiale EP, “Un viaggio nel tempo” : com’è nato, cosa narra e il perché di questo titolo.

VZ69: Il disco è stato registrato nell’estate del 2010 a Firenze presso gli studi della Forears sotto la direzione del grande Daniele Landi. Nasce da un lungo lavoro svolto prima in sala prove, dove noi ci vedevamo dalle 2 alle 3 volte a settimana, poi si è trasferito, in questi fantastici giorni, a Firenze per portare tutti i nostri sacrifici sul Disco. Con questo EP abbiamo voluto raccontare la nostra storia, il nostro viaggio nella vita quotidiana.


 

G.M.: Di questo album qual è la canzone alla quale siete sentimentalmente più legati e quale ha avuto una più lunga e difficile gestazione?

VZ69: Siamo sentimentalmente legati a quasi tutte le canzoni! Calcolando che parliamo di un EP di 5 brani, abbiamo avuto non poche difficoltà a scegliere i brani da incidere perché, appunto, ci sarebbe piaciuto non escluderne nessuno. Per la difficile e lunga gestazione diciamo che ognuno di loro ha avuto il suo tempo necessario per maturare e diventare definitivo con tutte le sue modifiche e i suoi arrangiamenti. Tuttavia il brano che rappresenta la promozione del nostro EP è “Don Bastiano”, il singolo di un lungo tour radio.


 

G.M.: Don Bastiano è ispirato al film con Alberto Sordi, “Il marchese del Grillo”. Come mai questa scelta?

VZ69: Il brano “Don Bastiano”è una riflessione sui poteri dello stato della chiesa dai tempi passati fino ai nostri giorni. Noi ci rispecchiamo molto nel personaggio del Don Bastiano frutto della genialità del regista Monicelli.


 

G.M.: Vi sono altri progetti in cantiere? Quando è previsto un altro album?

VZ69: Attualmente stiamo lavorando alla composizione di nuovi brani. Come dice sempre il nostro Mr. Ciro, in Italia c’è molto da raccontare e questo è quello che cerchiamo di fare, raccontare attraverso la musica e le parole. Ovviamente quando avremo il materiale pronto non tarderemo a registrare un altro album.

 


Album: Un Viaggio nel tempo

 


Brani presenti:

 

 

Routine

Immagini di un incubo

Sir Cliff

Disperso in Medio Oriente

Don Bastiano

Sito dei VZ69: http://www.vz69.it

 

Rif: GOODMORNING ITALIA

Feb 14, 2012 - BLOG LIFE    No Comments

Brasile, sciopero polizia mette a rischio carneval

 

RIO DE JANEIRO (Reuters) – La polizia di Rio de Janeiro, in Brasile, è in sciopero, e la protesta degli agenti rischia di provocare un aumento del crimine mentre mancano pochi giorni al carnevale, di cui la città balneare è considerata la capitale mondiale.

Salvador, la terza più grande città del Paese latinoamericano, è già stata colpita da un’ondata di crimine dopo lo sciopero della polizia locale, la settimana scorsa. L’astensione dal lavoro a Rio, motivata dalla richiesta di un aumento dei salari per poliziotti, guardie carcerarie e vigili del fuoco, potrebbe costringere il governo a inviare migliaia di soldati, come è accaduto già a Salvador.

Entrambe le città ospiteranno nel 2014 la Coppa del mondo di calcio e lo sciopero delle forze dell’ordine aggiunge un’altra preoccupazione a quelle sull’inadeguatezza delle infrastrutture. Rio ospiterà anche le Olimpiadi 2016.

Il carnevale inizia il 17 febbraio e termina il 21.

Feb 14, 2012 - CINEMA & TV    No Comments

SANREMO 2012 – 1° SERATA

Sanremo 2012

Prima Serata

Le pagelle del Ghostrider71

 

E’ tornato lo zio Ghostrider, un anno più vecchio, infinitamente pù cattivo, pronto per scodellarvi una cronacuzza con annesso pagellone per questa nuova edizione del Festival per eccellenza.

Bando alle ciance e cominciamo col racconto della serata.

Sorvoliamo sull’anteprima, triste backstage utile solo come contenitore pubblicitario e concentriamoci direttamente sull’intro dei comici (?) Luca e Paolo.

E’ il trionfo del qualunquismo. Nella loro simpatica (?) canzoncina Luca e Paolo sciorinano tutta una serie di banalità trite e ritrite, lette milioni di volte negli articoli di due eminenti (?) quotidiani quali “Libero” e “Il Giornale”. Tema portante: che faranno comici, satirici e giornalisti senza Berlusconi? Apoteosi della banalità ed insulto all’intelligenza degli spettatori. Sfortunatamente non finisce quì. Lo sproloquio susseguente aggiunge tristezza e noia ad una serata iniziata male. I due comici (?) infarciscono la loro performance di luoghi comuni polverosi e datati, propinati con solido mestiere certo, ma pur sempre stantii ed inutili. Il dubbio che si sarebbe potuto fare a meno di tanto squallore (ben pagato) è forte.

Fortunatamente l’entrata di Morandi ed il successivo”balletto lunare” di Ezralow (nulla di eclatante per la verità, ma almeno il livello è risalito) pongono fine alla tortura.

Comincia la gara, passiamo dunque ai pagelloni.

  1. DOLCENERA: Ci vediamo a casa. Il testo tutto sommato è interessante, blandamente ispirate alle traversie dei precari di oggi. La musica vorrebbe essere sostenuta ed energica, riuscendovi solo in parte. Si avvertono echi dei primi Mattia Bazar. Interpretazione elegante. 6,5

  2. SAMUELE BERSANI: Il pallone. Gradevole la metafora del pallone a rappresentare le traversie del lavoratore medio, sballottato tra incertezza e precarietà. Interpretazione inutile e dimenticabile per un motivetto banale e sciocchino. 4,5

L’impallarsi del sistema di voto (che, perdonate La malignità, puzza di bruciaticcio) permette a Morandi di introdurre il bravo Rocco Papaleo, vera boccata di acqua fresca dopo la tristezza dei due comici (?) Luca e Paolo. Il ritmo, pur rimanendo blando, ne guadagna.

  1. NOEMI: Sono solo parole. Un appunto a Morandi: il paragone con la Joplin è uno zinzino esagerato.Il brano presentato stasera sarebbe calzato a pennello, per testo e musica, a Mia Martini. Noemi, palesemente in pessima forma, lo maciulla gracchiandolo in modo querulo e vuoto. Dimenticabile. 4

  2. FRANCESCO RENGA: La Tua Bellezza. Il brano non è originalissimo ma funziona alla grande, anche grazie alla buonissima interpretazione di Renga. Sono lontani i tempi dei Timoria e si sente. 6,5

  3. CHIARA CIVELLO: Al posto del mondo. Brano godibile e fresco, di buon impatto, valorizzato da un’interpretazione improntata alla cifra dell’eleganza. 7

  4. IRENE FORNACIARI: Grande Mistero. Si esce dalla banalità con un brano robusto e coinvolgente. La Fornaiari onora Van De Sfroos, autore del pezzo, con la sua interpretazione grintosa. Decisamente sopra la media. 7

Esplosivo (è il caso di dirlo) l’ingresso di Celentano, Re degli ignoranti, Vate dell’apocalisse, Profeta nel deserto. Tra preformance musicali di alta fattura e concioni schiette e taglienti si riesce a passare sopra al mostruoso cachet corrispostogli. Adriano arringa il pubblico qual novello Battista, crudo, implacabile, senza peli sulla lingua. Può non essere condivisibile ma di sicuro è affascinante. Il suo intervento, concepito come un’ottima performance di teatro “off” anni ’70, è lontano anni luce dai toni buonisti e rassicuranti del Benigni di un anno fa. Coinvolgente e magnetico.

  1. EMMA: Non è l’inferno. Un signor testo per un brano coinvolgente. Emma dimostra di essere maturata asssai con un’interpretazione solida ed emozionante. 7

  2. MARLENE KUNTZ: Canzone per un figlio. Imbalsamati, legati a stilemi obsoleti, residuato di uno pseudo-rock finto alternativo, i Marlene Kuntz annoiano. Il brano da loro stessi scritto ne esce penalizzato ai massimi livelli! La voce e l’interpretazione di Godrano sono, nella migliore delle ipotesi, imbarazzanti. 4

Per tamponare l’assenza della chiaccheratissima valletta (per le polemiche in merito consultare le maggiori riviste di gossip) vittima di una specie di infortunio, sono state convocate le vedettes dell’anno scorso: Belèn Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Glissiamo sulla patetica introduzione cantata e passiamo ad altro…

  1. EUGENIO FINARDI: E tu lo chiami Dio. Ben servito da un ottimo brano della cantautrice Roberta Di Lorenzo, Finardi si presenta in grande spolvero sul palco della kermesse sanremese. Interpretazione vibrante ed intensa per un testo delizioso ed introspettivo. 8

  2. GIGI D’ALESSIO E LOREDANA BERTE’: Respirare. Brano banale e stantio, scritto tenendo d’occhio il portafogli più che il rispetto del pubblico. Se lo scugnizzo D’Alessio si difende col mestiere come un consumato cantante di night di quart’ordine, ad imbarazzare a tutti i livelli è la Bertè. Fantasma di se stessa, non si arrende all’ormai sopraggiuunta morte artistica, illudendosi di rinnovare i fasti dei giorni migliori. Peccato che risulti sgradevole e patetica. 3,5

  3. NINA ZILLI. Per sempre. Che voce, la fanciulla! Ricorda la Mina dei tempi migliori, esaltando il brano con un’interpretazione di gran lusso. Eh si, la Zilli svetta ampiamente sopra gli altri stasera. 8

L’ntermezzo “comico” di Rocco Papaleo merita una veloce menzione. Agrodolce, garbato ed intelligente, si distingue senza fatica nel mucchio di pattume che è la comicità di oggi. Bravo Rocco!

  1. PIERDAVIDE CARBONE E LUCIO DALLA: Nanì. La chioccia Lucio Dalla prende sotto la sua ala il pulcino Carbone e se lo cura con amore, confezionando assieme a lui una deliziosa canzone che parla dell’amore tra una prostituta ed un adolescente. Non canta, il buon Lucio, limitandosi a dirigere l’orchestra e a confezionare gustosi cori per la potente e personalissima voce del giovane cantante. 7,5

  2. ARISA: La notte. Che sorpresa! Arisa abbandona il look da befana dei cartoons e si scegli e un brano di tutto rispetto, che intepreta con eleganza e sentimento. 7

  3. MATIA BAZAR: Sei tu. Un brano in puro stile Matia Bazar (e ciò è bene) per la splendida voce di Silvia mezzanotte. Classe, fascino ed emozione. 7,5

Alla fine della trasmissione, come una doccia fredda, arriva la notizia: causa problemi tecnici sul sistema di voto, nessuno dei cantanti in gara stasera sarà eliminato! Non due ma quattro dei concorrenti della seconda serata subiranno l’onta dell’eliminazione. Il pubblico dell’Ariston reagisce a colpi di fischi, mentre chi scrive sente non puzza di bruciato ma tanfo di cadavere. Chi non si voleva buttar fuori stasera? Mah!

Curiosità: sono le 01:35 di mercoledì 15 gennaio 2012 e sul sitohttp://www.sanremo.rai.itci sono tutti i video dei brani in gara tranne DUE: quello di Irene Fornaciari e quello di Nina Zilli. La cosa lascia da pensare.

Ma ora è tempo di fare le sante ninne e il vostro vecchio ed amorevole zio Ghostrider71 vi saluta e vi da appuntamento col pagellone della seconda serata.

 

P.S.

Anche l’intervento di Celentano è stato epurato dal sito ufficiale RAI! Luca e Paolo NO…

Meditate gente, meditate.

 

di Ghostrider71

Redazione ELFA

Feb 13, 2012 - BLOG LIFE    No Comments

Campagna giapponese: “ama il tuo water”

 

Che i Giapponesi avessero un rapporto di particolare attenzione per il bagno, lo avevamo già imparato. Certo che la nuova “campagna”intitolata “ama il tuo water”riesce a stupire comunque. Per il nome, più che i contenuti che ci sembra di poter dire siano pienamente condivisibili.

La campagna ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’uso educato ed intelligente del bagno. Il primo punto è quello di “come lasciare il bagno pronto per la prossima persona”.

Il secondo tema della campagna riguarda l’uso più attento della carta igienica. Secondo alcune statistiche, gli uomini userebbero in media 1,32 metri di carta igienica, mentre le donne 0,99. Riuscire a moderare i consumi di carta igienica sarebbe molto positivo per l’ambiente, tanto più che la carta igienica è solitamente fatta esclusivamente con cellulosa proveniente da alberi abbattuti, senza componenti di carta riciclata, e quindi il risparmio si trasferisce direttamente sull’ambiente.

Feb 12, 2012 - BLOG LIFE    No Comments

Ragazza con due vagine: le propongono 1 milione

La 27enne inglese Hazel Jones, salita agli onori delle cronache qualche settimana fa per avere raccontato in diretta tv la sua condizione medica, il “possesso” di due vagine, ha ricevuto una proposta dalla Vivid Entertainment per essere protagonista di un film hard, per un compenso di 1 milione di dollari.

 

La ragazza aveva raccontato di non essere particolarmente turbata o di vergognarsi della sua anomalia, ma anzi di utilizzarlo a volte comeargomento per rompere il ghiaccio,ma anche nonostante ciò Hazel non ha voluto accettare la ricca offerta.

L’“anomalia” di cui soffre Hazel, l’uterus didelphys,è rara ma neppure troppo: infatti, sarebbero circa lo 0,3% delle donne ad essere in questa condizione.

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