Archive from maggio, 2013
Mag 29, 2013 - BLOG LIFE    No Comments

Morta Franca Rame lutto rosa del teatro della vita

Nella collana di perle spezzata, perle che scivolano nella strada del mondo per essere raccolte e ricostruite di nuovo ce ne è una tra le tante da raccogliere è Franca Rame.

Tra burattini e burattinai si può creare, nascere e morire restando dentro l’immagine ideale dell’io perennemente in relazione con gli altri. Franca Rame era figlia d’arte e la sua famiglia era legata al teatro dei burattini e delle marionette. Moglie di Dario Fo con cui ha condiviso il palcoscenico e l’impegno politico, l’attrice Franca Rame è morta a Milano e aveva 84 anni, era malata da tempo. Nell’aprile 2012, un ictus l’aveva costretta ad un ricovero d’urgenza al Policlinico di Milano.

L’ Aula di Montecitorio le ha reso omaggio con un applauso corale, dopo un breve intervento dalla deputata Pd Barbara Pollastrini che ne ha annunciato la morte. In Senato un minuto di silenzio in segno di lutto, chiesto dal presidente Piero Grasso.

Tra le prime reazioni addolorate, quella di Antonio Di Pietro, che nel 2006 propose l’attrice come presidente della Repubblica e che la fece eleggere senatrice candidandola nel 2006 nelle file dell’Idv. Profondo cordoglio dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Massimo Bray, per la scomparsa di una “persona straordinaria, coraggiosa e instancabile, che ha contribuito in maniera indelebile alla diffusione della Cultura in Italia e all’estero, all’emancipazione dell’universo femminile e alla difesa dei diritti dei cittadini”. Sessantottina convinta, Franca Rame è stata una delle colonne del femminismo italiano.

Una vita dedicata al teatro, ma anche all’impegno civile. L’Italia perde una protagonista del panorama culturale, che tra il palcoscenico dell’arte e quello della vita, aveva calato un ponte da percorre in entrambi i sensi, da un lato per raccontare la realtà, spesso cruda, a sipario aperto, dall’altro per portare poesia nel quotidiano più aspro.

 

Roberta Valeriani

Mag 28, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Soul Revolution – 3:13 – Mean to me

E’ quando arrivi a casa sfinito da una stressante giornata di lavoro che apprezzi certe piccole cose, quando ti levi la giacca e ti godi un po’ di tranquillità, senza i telefoni che squillano in continuazione, senza il capo che urla e l’odore del toner caldo delle stampanti sotto il naso. Prendi il telecomando, ti butti sul divano e accendi la tv, non ci provi nemmeno a fare zapping, hai voglia di qualcosa di meno banale della pre-serata televisiva, ed allora – benedetta tecnologia – metti la tv in modalità internet e apri youtube alla ricerca di qualche bel video: Leggi un titolo: “3:13 pm – Mean to me”, è il nuovo singolo dei Soul Revolution, il loro primo album, “People”, te lo ricordi molto bene e quindi non ci pensi due volte, premi play, alzi il volume e ti accorgi da subito che in quel momento, spaparanzato sul divano, stanco e magari anche un po’ incazzato, “3:13 pm – Mean to me” è esattamente quello che ti serve….

 

I Soul revolution sono Fabrizio Scafetti e Dee Bee, duo italo/inglese dedito al soul, ma che non disdegna le sonorità dello swing, di un pop sofisticato e – perchè no? – anche del jazz, nascono nel 2006 e debuttano con il concept album “People”, che racconta le storie di 9 personaggi che lungo i brani del disco si ritrovano a percorrere la stessa strada, una scelta ambiziosa per una album d’esordio che delinea già da subito un’indole artisticamente coraggiosa, la stessa indole che troviamo nel successore di “People”, in uscita il prossimo autunno sotto il titolo “Time” ed anticipato dal singolo “3:13 pm – Mean to me”.

E’ sufficiente l’attacco del brano perchè il piede cominci a battere il tempo da solo, mentre le biglie numero 3 e 13 su un tavolo da biliardo introducono la narrazione di due storie, due storie di ingiustizie e scorrettezze come se ne sono viste tante, due storie che non si intrecciano ma che – come le biglie sul tavolo da biliardo – condividono attimi, percorsi e dettagli: le 3:13 pm è l’orario tassativo di consegna di una pratica per un impiegato vessato dal capoufficio e sfruttato dai colleghi, ma è anche l’orario di un appuntamento con l’amante, siglato da un’impronta di rossetto sul foglietto che una ragazza trova nella camicia del compagno. Per entrambi i protagonisti delle storie le 3:13 segneranno una grande delusione, e mentre il tempo swing batte scandito dalla chitarra di Fabrizio Scafetti, avvolto dalla splendida voce di Dee Bee ed impreziosito dalla tromba di Lorenza Faruolo, entrambi si troveranno in bagno a guardarsi allo specchio chiedendosi il perchè di certe ingiustizie, ma alla fine ad aspettarli c’è una svolta in meglio, divertente ed ironica quasi la giusta punizione sia caduta dall’alto sui traditori. Un lieto fine che fa strappare una sana e leggera risata, mentre il piede ancora batte il ballabilissimo ritmo del brano, che con il vibrante suono della tromba – strumento special guest del pezzo – assume quel retrogusto jazz che diventa la ciliegina sulla torta di una canzone leggera ma sofisticata, fresca e rilassante quanto basta per essere una sorta di antidepressivo in musica, da prendere più volte al giorno, prima e dopo i pasti, e soprattutto senza controindicazioni…

Ora non resta che aspettare l’uscita dell’intero album, ma se il buongiorno si vede dal mattino è lecito aspettarsi un ottimo lavoro. Nel frattempo, quasi per magia, un po’ del malumore della giornata se n’è andato, spazzato via dal mood allo stesso tempo morbido e cadenzato del brano, e su questo divano sembra di stare più comodi di prima. E’ proprio il caso di dire “La canzone giusta al momento giusto”…

Mag 27, 2013 - EVENTI    No Comments

GLI INFINITO@ THE BAND IN ACOUSTIC VERSION

 

 

GRANDE NEWS:

INIZIANO GLI APERICENA MUSICALI

DEL MERCOLEDI’ AL TRENTATRE’

DI VIA MONTE TESTACCIO 33 – ROMA


IN DATA 29 MAGGIO 2013

dalle 21,30

GLI INFINITO LIVE

IN “THE BAND”

AL TRENTATRE’

Apericena per tutti a partire dalle 20,00

 

IL GRUPPO

Nati nel 2005 da un idea di Alex Infinito e Lorenzo Brancaleoni, gli Infinito sono un progetto inedito basato sulla creatività di Alex, che si dedica già dai suoi 12 anni alla composizione delle sue prime canzoni. Il primo impatto con il live si verifica durante le scuole con il supporto del suo primo insegnante di musica Nunzio D’arienzo e di un giovane pubblico.

La prima formazione dal nome Phoenix, si cimenta nei primi live in occasione della festa del Comune di Ciampino e successivamente col nome di Lambda7 al festival Baruffa a San Cesario riscuotendo un discreto successo.

Dal 2006 ebbero vita gli Infinito formati da Alex Infinito, Davide Lombardi, Lorenzo Torchia, Lorenzo Brancaleoni e Giulio Granchelli. Il genere trattato dal gruppo varia dal Pop melodico ad un Pop Rock melodico italiano.

Si classificano primi all’Eurofestival della casa discografica StratosMusic che organizzò per i vincitori il FestivalTour dove gli Infinito vinsero il premio ‘Miglior Voce’.

Gli Infinito si esibiscono diverse volte live nella provincia di Roma e nel 2009 arriva la candidatura al festival di Sanremo 2009 con il brano “L’ultima volta l’amore io e te ” con l’etichetta del noto cantautore Marcello Cirillo. Viene pubblicato il singolo “Dietro le quinte” arrangiato da Fabio Torregrossa e il gruppo appare in TV su TeleAmbiente con Ettore Gambuti nel programma Jukebox.

Successivamente il gruppo si scioglie ma nel 2010 la formazione fu riorganizzata da Alex fino ad arrivare alla definitiva formazione attuale con la quale hanno partecipato a diversi live a Roma e in altre città come a Pesaro per il concorso “SetteNote” o a Ciampino per il Radio Hit Concert presso il noto locale Stazione Birra con enorme successo.Vantano anche la partecipazione all’evento culturale denominato Concerti contro le mafie.

Il loro sound cambia nel tempo dopo tanta gavetta live si cimentano nella preparazione del primo disco “Angeli guardateci” e nella pubblicazione del loro terzo videoclip “Di fumo e di gloria” .

Classificatosi 2° e avendo vinto il premio speciale della giuria al Music Up contest 2011, accedono alle finali internazionali del festival Star Sprint 2011 continuando nella lavorazione del loro disco Mixato dal gia citato Fabio Torregrossa della Universo/Universal e proprio organizzata dalla Universo ed EventiMusica partecipano come finalisti all’importantissimo concorso Music Dreamers associato alla compilation più volte vincitrice di dischi di platino Hit Mania Champions.

Verso la fine del 2011 il disco “Angeli guardateci” è completo e gli Infinito cominciano la promozione del disco in diversi locali di Roma come il Contestaccio o il Buaba.

Inoltre nei primi mesi del 2012 inizia la collaborazione con EDIT MUSIC ITALY per la quale incidono il brano “OJOS SERRADOS” (versione spagnola di Ad occhi chiusi) presente con un’altra loro canzone “Luce d’estate”, nella compilation “ 20 ANNI E DINTORNI “.

Anno 2013: esce il primo singolo del nuovo progetto musicale, “Estranee verità” (Edit Music Italy e PDD Edizioni Musicali) caratterizzato da sonorità più rock ed elettroniche. Il singolo accompagnato da un videoclip con immagini molto “forti” da scandalo, diretto da Emiliano Iannarella anticiperà il nuovo progetto.
E’ difatti in preparazione il nuovo album che uscira’ per EDIT MUSIC ITALY / SONY dadc .

 

Gli Infinito sono:

Alex Infinito: Voce

Kiara A.: Tastiere

Manuel Zappu: Basso

Gianluca Alocci: Chitarra

Andrea Sanchez: batteria

 

Contatti:

http://infinitoitalia.wix.com/infinitorock

https://www.facebook.com/InfinitoItalia

Mag 27, 2013 - BLOG LIFE    No Comments

Addio a Little Tony

 

Il generoso cuore di Little Tony si è fermato. Le lancette del suo personale orologio hanno smesso di camminare nella sera di oggi, 27 maggio 2013, nella clinica Villa Santa Margherita a Roma.

Da mesi il cantante conduceva una dura lotta contro il tumore.

A lenire il cordoglio di quanti lo hanno ascoltato ed amato rimangono i suoi grandi successi, da “Cuore matto” a “La spada nel cuore”.

Noto come l’Elvis italiano, Antonio Ciacci (questo il vero nome del cantante) ha arricchito la scena musicale italiana con la sua energica freschezza, le sue canzoni dirette ed immediate.

 

 

a cura di Antonino Giorgianni

RECENSIONE – EPIC

L’ultima opera in CG 3D del regista Chris Wedge e del suo staff, Blue Sky Studios, già realizzatori della saga de “L’era glaciale”, torna a rievocare la favola d’avventura a sfondo ambientalista, passando però dalla declinazione delle ere evoluzionistiche al tempo mitologico. Per questo il conflitto delle forze della natura, che nel suo ciclo vitale di trasformazione non può che darsi in creazione, distruzione e ancora nuova genesi, in “Epic – il mondo segreto” viene antropomorfizzato secondo l’etica e l’estetica della tradizione più arcaica che canta di gesta leggendarie, di civiltà fantasmagoriche che si uniscono in eserciti per difendere o usurpare il dominio del regno in cui vivono. Dunque, premesso un mondo fatato di esseri microscopici, avremo i buoni da un lato, i Leafman, difensori della foresta al fianco della regina Tara, e i cattivi dall’altro, i Boggan, spietati devastatori; di tutti non si danno altre motivazione che non siano i valori innati di bontà, bellezza e coraggio per i primi, tenebre, malvagità e mostruosità per i secondi. La consueta dose di ironia demandata ai personaggi secondari, goffi e imprevedibili, completa la ricetta classica in cui trova spazio l’immancabile incipit sentimentale tra i protagonisti principali, i giovani eroi, che trovando in se stessi la volontà di affrontare e non sfuggire più le avversità, segneranno il fondamentale passaggio all’età adulta. D’obbligo, per quanto generica e non ostentata, anche la quota citazionista, che sostiene l’attenzione comune dell’eterogeneo pubblico di grandi e piccini. Lampante il richiamo al cult Disney di fine anni ’80, “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”. La protagonista, Mary Katherine, non verrà materialmente rimpicciolita da una delle bizzarre invenzioni di suo padre, scienziato un po’ strampalato, ma soffre parimenti per la disaffezione familiare dovuta proprio alle ossessioni paterne, che ha fatto dello studio dei minuscoli Leafman la sua unica missione di vita. Così come associabili allo stesso film sono le gag in cui M. K., una volta assunte magicamente le dimensioni ridotte dei Leafman, dovrà fuggire le effusioni del suo cane, che ora le appare come un gigantesco dinosauro, o dovrà cercare in tutti i modi di farsi vedere e aiutare dal padre dietro una lente di ingrandimento e chiaramente dopo lo svenimento di quest’ultimo alla vista di sua figlia grande quanto un insetto. M. K. si ritrova, dunque, come una novella Dorothy o Alice ( anche in questo nuovo “sottobosco” la figura del saggio è rappresentata da un bruco svogliato e svampito che, attraverso un bizzarra maieutica, cerca di condurre l’eroina alla presa di coscienza del proprio compito) chiamata a combattere una battaglia epocale in difesa di un mondo fantastico su cui incombono le tenebre del male. Nel remake dei cliché, in cui al messaggio ecologista si affianca lo slogan esistenziale “che qualcosa non si veda, non vuol dire che non ci sia” o “nessuno è solo. Siamo foglie legate allo stesso albero”, tuttavia, è possibile ravvisare lo sviluppo di almeno un paio di temi meno abusati. In primis la questione della diversità e della distanza, nei termini di proporzioni fisiche, vissute agli antipodi dalle due specie di esseri viventi: M. K. e suo padre sono affascinati dalla leggiadria del mondo vegetale, mentre i piccoli abitanti della foresta, dai guerrieri a cavallo di colibrì alle chiocciole, ridicolizzano gli umani, la cui grandezza li rende goffi e incomprensibili. Se l’approccio e la conoscenza, tanto perseguite dallo scienziato, ma fino ad allora depistate dai guardiani della foresta, si rendono possibili solo tramite la magia della regina morente, che riduce M. K. della sua stessa misura, perché combatta letteralmente al loro fianco, sul lieto fine della vittoria sulle forze del male, la convivenza paritaria tra le due diverse forme di vita potrà avvenire di contro attraverso il prodigio tecnologico della comunicazione mediata da computer e webcam, in cui gli interlocutori, pur mantenendo le loro specifiche fattezze, superano reciprocamente le differenze di scala rientrando nella virtualità dell’immagine restituita dallo schermo. Ed infine, il valore degli insegnamenti, conservati nella memoria, sia individuale che collettiva, spesso sottovalutati nella semplicistica accezione di ricordi conclusi. Gli alberi sono per antonomasia simbolo di vita e di memoria, portando inscritti negli anelli del tronco le tracce delle età precedenti. Il saggio bruco Nim Galuu, è infatti il custode e l’interprete del grande archivio della foresta, dove di anello in anello si registra, cataloga e conserva tutto ciò che nella foresta accade, cercando con ciò di orientare l’azione nel presente in funzione del futuro. È qui che tutti i protagonisti impareranno che ogni più piccolo gesto incide sull’ecosistema, quindi sulla propria identità, contribuendo a costituire le condizioni di nascita di ogni nuova vita. Il prezioso bocciolo, che la regina Tara affida a M. K., quale simbolo del governo del regno, e pertanto bramato dai Boggan, è infatti la rappresentazione della neutralità della natura, che si perpetua incondizionatamente di nascita in nascita, contraddistinta solo dalla mutevolezza delle circostanze in cui viene alla vita, quasi mai semplicemente la luce o le tenebre, appunto, ma anche le ambigue zone d’ombra.

 

a cura di Carmen Albergo

Si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4stelle

RECENSIONE – LA GRANDE BELLEZZA

La grande bellezza che cerca Jep Gambardella, e presumibilmente anche Paolo Sorrentino, è quella di una storia che si concluda come l’autore se l’è immaginata per troppo tempo, girando a vuoto senza mai trovare l’anello mancante. Jep, a suo modo, ci riesce. E Sorrentino? Non è facile rispondere a questa domanda perchè La grande bellezza è pieno di qualche pregio e di tanti elementi contraddittori. Si parte dal presupposto che Jep sia uno scrittore in perenne vacanza, autore di un solo romanzetto in giovinezza e appena diventato sessantacinquenne, senza la voglia e il tempo di rimettersi a scrivere. Si continua inscenando molte situazioni, a volte efficaci e altre annacquate, che raccontano la sua vita mondana, consapevolmente sprecata e vuota, come se i personaggi si guardassero allo specchio e dedicassero a se stessi o ai propri amici– solo i più sfacciati – The hollow men, mutatis mutandis e abbassato moltissimo la gravità morale del contesto. Jep (Toni Servillo) salta da una festa all’altra, nella sua casa di fronte al Colosseo, finchè non incontra Ramona (Sabrina Ferilli), un’altra delle parentesi aperte e non ancora chiuse della sua vita. Ma solo una delle vicende parallele raccontate sembra saper riportare a un livello cosciente ed esplicito il suo bisogno di scrivere, che lo faccia passare da un desiderio accantonato a un impegno attivo: lasciamo allo spettatore il piacere di questa scoperta. Tutto cucinato in un ritmo in cui è fin troppo facile riconoscere Paolo Sorrentino: compassato, accompagnato dalla morbidezza e dalla mobilità della macchina da presa e da dialoghi che rivelano i caratteri dei personaggi, ma che rasentano troppe volte il banale e il fastidioso. Ecco perchè non facciamo in tempo a godere pienamente dei pregi: perchè vengoni subito attenuati da un insieme di piccoli difetti. Si fa ironia sullo sfarzo e il buco morale di tanti ricchi annoiati, ma lo si ostenta più di quanto sia necessario, ed è proprio questo il motivo per cui a volte manca la credibilità necessaria per appassionarsi. Evocativo ed efficace ma tristissimo nel contempo è il momento in cui quello che resta di Serena Grandi svetta sulla folla, per augurare buon compleanno a Jep: certamente indicatore dell’ambiente in cui ci si muove ma a tratti irritante perchè gli si dedica troppa attenzione. Fanno capolino tra questi scivoloni alcuni momenti divertenti, in molti dei quali il merito è di Carlo Verdone e – questa è la notizia – anche di Servillo, non così ingessato nel pressocchè unico personaggio che attraversa vari suoi film. Gradevole anche la vena irriverente ma in fondo ottimista che conduce tutti i personaggi alla conclusione, chiudendo i filoni narrativi aperti in precedenza e permettendo la conquista per ciascuno, a suo modo, della sua grande bellezza. Quella di Sorrentino, però, non è così grande.

 

a cura di Paolo Ottomano

Si ringrazia per la collaborazione

il portale Cinema4stelle

Mag 21, 2013 - EVENTI    No Comments

UNIPLUX LIVE @JACK DANIEL EVENT

Gli Uniplux, band consolidata nel panorama musicale italiano, diventata l’icona del rock capitolino, saranno i protagonisti indiscussi il

24 maggio 2013

del JACK DANIEL’S LIVE NIGHT CONCERT.

Emozione, calore, divertimento saranno le armi vincenti di questo evento che si svolgerà presso il locale 33 Testaccio di via Monte Testaccio 33 a Roma. Non perdetevi lo spettacolo e tenetevi sempre aggiornati su tutte le future attività della band sul sito di ELFA Promotions e sui loro contatti social!

 

WHO ARE UNIPLUX?

Fabio Nardelli voce , chitarre, programmazioni, autore e compositore, Deborah Perrottavoce e cori Valter Bernardi basso, Turnisti vari alla batteria.

E’ dagli anni ‘80 che, come un fiume sotterraneo, gli UNIPLUX sono parte integrante della scena musicale capitolina: nati da un’idea di Fabio Nardelli, capo storico della formazione originale, esordiscono nel periodo di maggior fioritura del Punk rock italico per l’etichetta RCA italiana come trio chitarra-basso-batteria, pubblicando Chi siamo noi?, una denuncia sull’incomunicabilità e sull’emarginazione giovanile.

Con la partecipazione a diverse trasmissioni sui networks nazionali e locali ( Orecchiocchio, Maledetto Rock , la sigla edita come 45gg – Rai Stereo 2, Onda Verde, Domenica Rock …) il sound della band si sposta su un background di più ampio respiro, Affondando le radici nel Rock- Beat dei primi anni ’60 & ’70 con testi rigorosamente in italiano,di orientamento sociale, legati alle tematiche del disagio giovanile come conseguenza dell’emarginazione e del degrado urbano.

Con l’ennesimo cambio di organico e dopo stimolanti collaborazioni di Fabio Nardelli con il maestro Marco Schiavoni, per la realizzazione di musica per cinema e teatro, e con personaggi famosi della musica italiana ( Scialpi al festival di S. Remo 1986,RimmelRita Rusice altri..) giunge a definitiva maturazione il nuovo repertorio originale che, nelle esibizioni live, si affianca progressivamente sia ai vecchi cavalli di battaglia della band, sia alla rivisitazione di alcune covers beat-rock anni ’60 e ’70.

Recentemente i testi del gruppo si arricchiscono di contaminazioni esoterico-culturali, attraverso la visione del mondo del filosofeggiante leader: tra i nuovi brani Fermare il mondo parla del doloroso processo di trasformazione interiore.

Dopo un lungo periodo di transizione nel 2012 , Fabio trova finalmente nuovi compagni di viaggio: nella band entrano il veterano bassista Valter Bernardi (primo bassista di un non ancora famoso Claudio Baglioni),Riccardo Stefani( batteria e percussioni) e la giovanissima cantante (e aspirante attrice) Deborah Perrotta. Soprattutto quest’ultima arricchisce con la sua frizzante voce le parti cantate della band, e i nuovi Uniplux si rimettono in pista sfornando dei nuovi brani che integreranno il vecchio sound con aperture verso il post grunge, e che presto saranno raccolti in un nuovo cd Album.

 

Contatti :

Francesca Molon: 3292117866

www.elfapromotions.com

info@elfapromotions.com

 

Link di ascolto:

www.myspace.com/uniplux

 

Spettacolo solo covers

www.myspace.com/uniplux66


Mag 21, 2013 - EVENTI    No Comments

Springsteen a Napoli, inizia il countdown

 

Inizia il count down. Manca meno di una settimana al concerto di Bruce Springsteen e la E Street Band, in programma a piazza Plebiscito giovedì 23 alle 20 in punto. Ad attenderli, pronti a tre ore di concerto rgorosamente in piedi, più di 20 mila persone, provenienti da tutta Italia, ma anche dal resto d’Europa, Stati Uniti, qualcuno persino da Australia e Singapore. A dispetto delle aspettative, al momento non si prevede un sold out: restano ancora 5 mila biglietti disponibili (vista anche l’onerosità del prezzo, 75 euro) venduti al ritmo di 100 al giorno.

 

Mi piace Non mi piace
Mag 20, 2013 - INTERVISTE    No Comments

La carica e l’energia dei FourONE

 

I FourOne sono Amato Scarpellino, William Di Lello, Gabriele Manzo e Thomas Grazioso (tutti ex concorrenti di Amici). Le loro strade si sono incrociate in un percorso artistico comune che sta portando loro un notevole successo. Con il cd “Noi no” stanno girando l’ Italia, conquistando letteralmente il pubblico.

I FourONE, quattro ragazzi legati da un’esperienza televisiva nel talent show di Canale 5, “Amici” di Maria De Fillippi, ora insieme in un progetto artistico-musicale. Gabriele, Thomas, Amato e William, come nasce il vostro gruppo?

Il progetto FourONE nasce nel settembre 2012 grazie ad una stima reciproca che ci ha tenuti legati anche dopo l’uscita da AMICI. Le rispettive caratteristiche vocali hanno sicuramente contribuito alla realizzazione del progetto: THOMAS, con un timbro pop melodico, AMATO, con un timbro più acuto, WILLIAM con un timbro graffiato e GABRIELE, ballerino hip hop, con la passione per il rap. Oltre che vocalmente ci troviamo bene anche nel quieto vivere, siamo proprio una vera squadra.

 

Thomas Grazioso, ti abbiamo visto nella quarta edizione di Amici, ballerino, attore, musicista, cantante, sei un artista a tutto tondo. Come si è evoluta la tua creatività nel mondo dello spettacolo? Come stai affrontando l’esperienza con i FourONE? Che valore ha per te l’amicizia e la famiglia?

Sono nato per vivere d’arte: lo studio del pianoforte ha sempre accompagnato la mia adolescenza, così anche la passione per il canto. Entrando nella scuola di “Amici” ho cominciato a prendere seriamente anche la danza e la recitazione, cosa che mi ha permesso, in seguito, di spaziare dalla televisione, al teatro e al cinema. Ovviamente la mia attitudine è sempre stata il canto e di concerti ne ho fatti tanti, arrivando a realizzare un album di inediti “Amami” scritto e prodotto interamente da me…ma poi la voglia di fare sempre di più, di crescere, di provare nuove esperienze mi ha portato dove sono adesso: nei FourONE.

Quanto all’amicizia, quella vera, è il dono più bello ed io pur essendo circondato da migliaia di persone….beh, lasciamo stare…diciamo che i miei migliori amici sono la mia ragazza, Amato, Gabri e Willy, il mio cane, dal quale non mi separo quasi mai….e devo dire che sento molto vicini Pippo e Monica Landro, rispettivamente il nostro produttore e la nostra promoter che mi sono entrati nel cuore non solo professionalmente. Il resto viene e va… Ovviamente una questione tutta a parte è quella della mia famiglia. Sebbene sia uscito di casa molto presto, lasciando il paese e lasciando lì mia Mamma, mio Papà e mia Sorella, li sento comunque tutti i giorni e appena ho un minuto libero li vado a trovare; anche loro sono molto presenti e quando vengono ad ascoltarmi in concerto.. beh, è il più bel regalo che io possa ricevere.

 

William Di Lello, cantante, ricordo a memoria le parole del singolo “Sei speciale”, che ti ha dato la notorietà nella nona edizione di “Amici”. Cosa significa essere parte di un gruppo di talento? Cos’è per te la musica?

 

Fare parte dei FourONE mi diverte molto e mi dà anche molta carica ed energia. Sento che cresco ogni giorno: dal punto di vista professionale ed umano. Quanto alla musica, io vivo di musica da sempre. La ascolto, la canto, la commento, la ballo: penso che senza non saprei come vivere.

 

Amato Scarpellino, ti abbiamo visto nella quinta edizione di “Amici”. Musica e sport, le tue più grandi passioni. Quale canzone del passato secondo te ha lasciato un segno nella storia della musica?

..beh, di canzoni che hanno fatto la storia della musica ce ne sono molte, ma dato che siamo italiani io direi le canzoni di LUCIO BATTISTI, che hanno letteralmente rivoluzionato il modo di fare musica.

Quanto poi al connubio musica e sport, posso solo dire che sono due elementi fondamentali per me: entrambi mi accompagnano nei momenti tristi e felici…e poi quando si fa sport, la musica dà quella carica che offre una marcia in più. Quando mi alleno o alleno gli altri, la musica non manca mai! Posso dire che la canzone migliore per fare gli addominali è la nostra NOI NO?

“Noi no, non ci arrendiamo, noi no, combatteremo, noi no la nostra forza è la volontà!”

Più incisivo di così!!

 

Gabriele Manzo, cantante e ballerino di Hip-hop, noto al pubblico per la partecipazione alla nona edizione di “Amici”. Una tua definizione di danza. Ti senti più ballerino o cantante?

La danza è un’ arte che si esprime col corpo ,con la mente e con la musica, prima a se stessi poi al pubblico.

Mi ha dato la possibilità di crescere spiritualmente diventando stile di vita che ho completato grazie al canto. Mi sento cantante e ballerino. Mi sento che l’una appartiene all’altra.

 

State girando l’Italia con un tour nelle piazze e nei centri commerciali. Il vostro cd “Noi no” è già un successo. Che rapporto avete con la popolarità?

Beh, è molto bello avere persone che ogni giorno ti scrivono sui social. Ci danno la carica che ci serve per poter credere ogni giorno di più in questo progetto. Tutti sappiamo quanto sia difficile il percorso artistico che abbiamo iniziato e il loro appoggio è linfa vitale per noi. Ci aiutano a mantenere vivo il sogno che stiamo vivendo. L’aspetto più bello è che i nostri fans ci seguono nella promozione. Ce la mettono tutta. Hanno realizzato un fanclub su facebook (è un gruppo di facebook) e lì fanno riunioni, parlano di noi, di cosa possono fare per noi, organizzano giochini, concorsi, quiz. Hanno formato una famiglia fantastica. Alcuni di loro, seppur in città lontane, sono diventati molto amici e in occasione dei nostri concerti si sono conosciuti. E’ semplicemente bellissimo tutto questo, per noi…

 

Una vostra riflessione sulla disoccupazione giovanile, che ha raggiunto i massimi storici dell’economia nazionale.

Questo è un gravissimo problema del quale parliamo spesso tra di noi. C’è una nostra canzone NOI NO nella quale lanciamo proprio un grido di protesta verso questa società che ci mette alla prova tutti i giorni. Diciamo che il futuro appartiene a noi e quello che vogliamo intendere è che dobbiamo lottare mettendocela tutta, con tutta la volontà possibile. Questo il significato più profondo della canzone. Nel generale, poi, quello che non ci piace è questa politica giovanile di scappare dall’Italia per trovare fortuna all’Estero. Abitiamo in un Paese bellissimo, dove non manca niente…e il futuro appartiene a noi! Coltiviamolo… 

Progetti per il futuro?

Progetti tanti, e anche belli importanti! Speriamo di raggiungerli tutti e di poterli mostrare con i fatti!

Un progetto immediato è che stiamo lavorando per il nostro CD completo di 12 brani. Un altro progetto immediato è quello del Tour in piazza che stiamo proprio organizzando in questo periodo. Faremo concerti di 2 ore, presentando i nostri brani ma anche bellissime cover ri-arrangiate in chiave “FourONE” ..e poi ci saranno tante sorprese, ma le potrete vedere solo venendoci a vedere durante i Live. Per sapere dove saremo basta cercarci su facebook o su twitter. Lì scriviamo direttamente noi e rispondiamo a tutte le mail o i commenti. E ovviamente scriviamo tutti gli eventi!

Se ci concedi ancora un minuto, vorremmo cogliere l’occasione per ringraziare il nostro sponsor CIPO&BAXX, che si occupa e preoccupa del nostro look con molta attenzione e disponibilità, ma soprattutto vorremmo salutare i nostri fans e dirgli sempre “dajeeee”!!!

Un abbraccio dai FourONE

www.facebook.com/FourONEpage

www.twitter.com/FourONEtwit

www.youtube.com/FourONEChannel

 

Intervista a cura di Michela Zanarella 

Mag 18, 2013 - BLOG LIFE    No Comments

Donna cinese ruba carro attrezzi

 

Una donna cinese non ha preso bene l’arrivo del carro attrezzi per rimuovere la sua auto parcheggiata in divieto di sosta, sulle strisce pedonali. Come a volte capita in questi casi, la donna ha iniziato a litigare con l’addetto del carro attrezzi, cercando di spiegargli che aveva lasciato l’auto lì solo poco tempo e la stava per spostare. Ma l’uomo del carro attrezzi non ha voluto sentire ragioni, e ha caricato l’auto per rimuoverla. La donna però non si è data per vinta e è salita in auto, ha ingranato la marcia ed è partita… portandosi via anche il carro attrezzi.


Pagine:12»