Archive from ottobre, 2013

Cattivissimo me 2

Se nel primo film non tardava a rivelarsi più buono di quanto volesse apparire, nel secondo Cattivissimo me il nasuto Gru è dichiaratamente un tenerone. A tre anni di distanza dal film che ha regalato 540 milioni di dollari al tandem Universal – Illumination Entertainment, il ritorno del neopapà Gru e della sua ciurma di Minion è più che mai all’insegna dei buoni sentimenti. Assestatosi nella sua nuova routine di tutore delle piccole Margo, Edith e Agnes, tutta festicciole e cucina casalinga, Gru viene reclutato a forza dalla AVL, la Lega Anticattivi che fa il verso comico allo spionaggio made in USA, per catturare il nuovo cattivissimo: un malefico alchimista che ha sottratto a un laboratorio il pericoloso mutagene PX-4 e punta a sconvolgere l’assetto del mondo. In coppia con l’agguerrita e fascinosa agente Lucy Wilde, con cui nasce una dolce liaison, Gru torna in campo, con qualche riserva iniziale, per prestare la sua esperienza di supercattivo alla causa della giustizia. La regia di Pierre Coffin e Chris Renaud, sapientemente guidata dal produttore Christopher “Mida” Meledandri, recupera e sfrutta gli elementi di successo del primo film e li sviluppa senza particolari variazioni: anche l’evoluzione sentimentale di Gru, arricchita dal suo coinvolgimento amoroso con Lucy, appare come il prosieguo naturale della metamorfosi buonista iniziata nel capitolo precedente. Più che di novità, in questo sequel si può parlare di rincaro degli ingredienti più succosi della saga, dal contrasto tra la fisicità tenebrosa e il cuore d’oro di Gru, agli sketch con le tre bimbe, fino alla vera punta di diamante: quei Minion che tre anni fa crearono un mito e un brand e che stavolta tornano da veri protagonisti. Scorrevole, ritmato e divertente, Cattivissimo me 2 è uno di quei seguiti nati dalla fama di un esordio dorato: non necessari, risultano tuttavia piacevoli al pubblico che ha amato il film precedente e, se anche peccano di troppa aderenza ai topoi del capostipite, se la cavano giocando il jolly dell’ironia. Pensato per grandi e piccoli, come da recente tradizione dei cartoon americani, Cattivissimo me 2 è però un film con una spiccata vocazione infantile: vuoi per l’insistenza sui siparietti comici delle sue mascotte gialle, vuoi per la robusta vena di ottimismo che pervade una trama intitolata a una fantomatica cattiveria, questa seconda tranche di avventure sembra indirizzata più agli under 10 che ai loro accompagnatori.

 

a cura di Elisa Lorenzini

si ringrazia Cinema4stelle.it

BEFORE MIDNIGHT

Richard Linklater chiude il cerchio (forse!) del percorso vitale della coppia Jesse (Ethan Hawke) e Celine (Julie Delpy), iniziato con “Prima dell’alba” e poi continuato con “Prima del tramonto”. “Before midnight” è la loro continuazione, ed è un po’ la resa dei conti della vita di coppia di Jesse e Celine che attraverso momenti d’intenso dialogo mettono a fuoco desideri, aspettative, progetti, ma anche dolorose conclusioni. La storia è ambientata in Grecia. All’aeroporto di Kalamata, Jesse imbarca su un aereo per gli stati Uniti il figlio Hank (Seamus Davey-Fitzpatrick), che ritorna dalla madre, dopo aver passato una lunga e bellissima vacanza con la nuova famiglia del padre. Celine, le gemelle Ella e Nina (Jennifer e Charlotte Prior) ora sono la famiglia di Jesse, ma Hank non cessa mai di far parte dei pensieri del padre. Ed è proprio questo forte sentimento per il figlio, che spinge Jesse a proporre a Celine di trasferirsi tutti negli Stati Uniti, lasciare Parigi e ritrovarsi nuovamente in una dimensione americana, già sperimentata insieme anni prima. Ma Celine non accetta questa proposta che, anzi, è come una piccola miccia che pian piano alimenta un grande ed incontrollabile fuoco di sentimenti repressi, di rinunce ed anche insoddisfazioni. Ospiti di Patrick (Walter Lassally), un maturo scrittore immigrato in Grecia, l’affermato romanziere Jesse affabula tutti con i suoi racconti e Celine di rimando lascia trasparire una certa stanchezza ad essere considerata l’ispiratrice, seducente musa francese del mondo fittizio romanzato dal marito. Voglia e desiderio di un cambiamento? Ma quale? Richard Linklater, ancora una volta porge il dialogo come soggetto a tutto tondo, un’emancipazione del rapporto a due, costruito su una piattaforma di sentimenti ed emozioni, di attrazioni forti, di concretezze progettuali, di negazioni e bisogno di innovazione. In una sontuosa camera d’albergo, messa a disposizione come regalo dagli amici greci, la vita di coppia di Jesse e Celine ad un certo punto è come se si trovasse ad un bivio, costretta ad affrontare fantasmi relegati in angoli bui, ma che si propongono perché esistenti. Mentre i corpi s’incontrano per lasciarsi andare nell’incanto del dialogo amoroso, le parole sono fendenti più affilati di una spada. La realtà è lì che aspetta al varco una coppia che scoppia, con il carico dei figli, ambizioni, attese e tante delusioni. Jesse e Celine percepiscono dolorosamente che il loro passionale momento idilliaco è passato, non poteva durare in eterno, la loro relazione ha cambiato forma. Richard Linklater non si smentisce con questo terzo capitolo sull’evoluzione del rapporto di coppia Jesse-Celine. Senza stucchevoli romanticherie, i due attori reggono alla perfezione la scena, su un dialogo misurato e convincente sulla forza del sentimento. Il finale chiude alla perfezione. Un cinema, quello di Linklater, che sa raccontare senza inutili retoriche, una situazione conflittuale di coppia, cambiata per la maturità del rapporto, difficile da metabolizzare.

 

a cura di Rosalinda Gaudiano

si ringrazia Cinema4stelle.it

Ott 22, 2013 - EVENTI    No Comments

UN DOPPIO TRAGUARDO PER ELFA AL CANTAGIRO

 

 

 

Un doppio traguardo per ELFA Promotions, i The Wild Child e le Officine Alchemiche sono alle strette finali del Cantagiro. Le Officine Alchemiche saranno a Fiuggi il 24 ottobre 2013 alle finali regionali del Lazio, mentre i The Wild Child sono già in gara per le semifinali nazionali. Due gruppi dagli stili diversi, ma uniti dalla passione per la musica si affronteranno in questa sfida all’ultimo respiro.

 

I GRUPPI

 

Le Officine Alchemiche sono il frutto della fusione di musicisti, autori e compositori derivanti da molte altre esperienze musicali passate e hanno appena portato a termine l’incisione del loro primo EP a fine agosto.

Nel frattempo i The Wild Child, con alle spalle due album e in preparazione del 3° disco, si confermano la band più interessante e dinamica del panorama metal italiano.

ELFA Promotions si consolida come valida realtà di supporto e promozione artistica ed è orgogliosa di accompagnare questi talenti della musica verso il successo.

Non perdetevi le prossime news dei nostri artisti e continuate a seguirci!

 

Ufficio Stampa e promozione ELFA Promotions

www.elfapromotions.com

Ott 22, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

CAMPO DEI FIORI, IL FOLK SOCIALE DEGLI SPARVIERI

Si apre con un mimo triste su una campagna in abbandono il video “Campo dei fiori” degli Sparvieri Panzer Folk. L’affrontare tematiche sociali, il degrado, la perdita dei valori, ci porta ad ascoltare con attenzione ogni parola del testo. Il ripetersi costante di “son giorni di crisi e di televisione” va ad annunciare la complessità del periodo storico, economico e sociale che stiamo attraversando. La sonorità del brano è chiaramente folk, in alcuni aspetti richiama alcuni pezzi dei Bandabardò, ma gli Sparvieri hanno una genuinità artistica che li contraddistingue. Un ritmo che coinvolge, un testo che sprigiona riflessioni continue, un giusto equilibrio tra voce e strumenti rende questa canzone molto interessante.

“Di periferia portiamo l’odore” canta Fabio Natella; dalla città, da “Campo dei Fiori” si ritorna al luogo delle proprie radici, al quarticciolo, dove è forte il legame con le tradizioni ed è consolidato il rapporto tra le persone. Nel taglio registico di Pierpaolo Perna prevale il mettere in evidenza la desolazione con la mimica facciale del clown, figura in bianco e nero, che mostra la tristezza per un mondo marcato dal potere e dallo sfruttamento dei più deboli. Il mimo, nel ruolo di personaggio che si esprime attraverso la gestualità,  potrebbe rappresentare tutti noi che siamo mossi dai fili invisibili dei media. Con coraggio e determinazione questo gruppo è riuscito a raccontare il nostro tempo, la nostra società, portando alla luce con estrema lucidità la realtà. Nel complesso le scelte musicali, il video, sono da considerarsi un lavoro valido che merita di essere valorizzato da chi è nel settore.

a cura di Michela Zanarella

Redazione ELFA Promotions

 

Ott 12, 2013 - INTERVISTE    No Comments

L’ARTE PITTORICA DI FRANCO FARINA

E’ l’estetismo tra il reale e il surreale, la dualità del fisico e dello spirituale, a dominare le opere di Franco Farina. Nato a Bergamo, lavora nel suo studio ad Olgiate Molgora in provincia di Lecco. Dopo anni di intensa attività, le sue opere sono ora  in Italia, Germania, Danimarca, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda e Russia. E’ molto apprezzato per i suoi dipinti e per i ritratti. Michela Zanarella lo intervista per la redazione ELFA Promotions. 

 

D- Come ti sei avvicinato alla pittura e quali sono le tappe fondamentali che hanno segnato la tua carriera?

 

La pittura possiamo dire che è sempre stata una mia passione fin da bambino. Abitavo in un mulino, dove vi erano intorno anche alcune cascine con cavalli e animali dell’aia e quindi  vari pittori venivano a dipingere questi paesaggi ed io li guardavo, poi chiesi a mia mamma di prendermi una tavolozza con acquerelli e pennelli e mi misi a disegnare e dipingere anch’io. Un altro punto fondamentale fu un maestro che ebbi alle elementari che seppe riconoscere ed apprezzare le mie capacità naturali nel disegnare e dipingere e questo fu un incentivo nel creare e continuare per quella strada. Un’altra tappa fu a 19 anni, nel 1976 conobbi una ragazza, ora la mia attuale moglie, che dipingeva anche lei ed iniziai con lei a dipingere ad olio su tela, poi negli anni successivi, negli anni ottanta ho conosciuto un’ insegnate di acquerello e ho iniziato a studiare l’uso di questa tecnica ed utili anche l’uso di manuali d’arte e lo studio dell’ armonia del colore. Successivamente ho ripreso l’olio come tecnica, ma in un nuovo sistema più simile ai pittori rinascimentali, studio dei manuali e scritti dove sono riportate le tecniche e quindi la pittura ad olio che faccio,  perde quella matericità tipica del periodo impressionista. A questo punto siamo alla fine degli anni 80 e decido di creare una serie di opere che devono stupire e lasciare a bocca aperta, quindi creo una mostra, dopo le prime collettive ho organizzato mostre personali e da lì non mi sono più fermato. Da passione e hobby la pittura  è diventata la mia professione parzialmente negli anni 90 e completamente dopo il 2000. Ho collaborato con Gallerie e nello stesso tempo creo io stesso mostre collettive o personali. Ora collaboro con una Galleria di Stoccolma “Studio  Fyra  Årstider”

 

D- Quali correnti artistiche hanno in qualche modo determinato il tuo stile? Come si è evoluta o se vogliamo trasformata la tua arte nel tempo?

 

All’inizio come dicevo erano i pittori che vedevo dipingere tendenzialmente impressionisti ad affascinarmi, quindi facevo così anch’io. Amavo dipingere le ninfee di Monet, i laghetti con le ninfee ed il ponte giapponese. Mi piace molto Claude Monet. Nello studio dei pittori rinascimentali, nella loro tecnica di come creare tridimensionalità sulla tela o sulla tavola tramite il disegno, le luci, il colore e le varie velature provai ad usare queste tecniche e divennero mie. I vari studi che portavo avanti mi diedero modo di esprimermi sempre meglio e spaziare su vari temi, tecniche e materiali continuando a sperimentare e conoscere. Mi piace divagare su varie tematiche e con diverse tecniche arrivando a dipingere con lo stucco veneziano su pannelli preparati, anche se poi torno sempre ai classici colori ad olio e all’ausilio di colori acrilici e acquerelli che sono le tecniche classiche. Ciò che mi piace fare nell’arte pittorica, nelle immagini che creo è proprio interpretare un mondo che non obbedisca alle leggi naturali, come ad esempio la gravità o creare figure che son più parte del sogno e dell’immaginazione e quindi son più fedele a quel mondo sognato che al mondo solido della realtà di questo universo. 

Grazie a studi di filosofia applicata ho avuto modo di accrescere e mantenere viva la mia creatività e fantasia.

 

D- Nelle tue opere è ricorrente la visione onirica del soprannaturale, mi ha particolarmente colpito “I due Universi”. Come è avvenuta la realizzazione?

 

Come ho accennato lo studio di una filosofia applicata permette di comprendere gradualmente chi Tu sia veramente, la dualità del fisico e spirituale, la relazione che hai in quanto spirito e il tuo corpo, con questo universo e gli altri esseri. Questo studio  mi ha dato modo di poter osservare il mondo sotto un’ altra forma. Una visione che ognuno di noi fondamentalmente ha, ma non sempre ne è consapevole, e certe  volte o spesso con la confusione della attuale società certe verità vengono offuscate. Quindi con questo dipinto ho voluto rappresentare l’anima ed il corpo, la dualità. In effetti quel dipinto “I due Universi” la prima versione dipinta in parte con pennellate di colore impressionista e il corpo e l’acqua dipinti in modo più simile alla tecnica rinascimentale, sono due mondi, il fisico rappresentato da quella bella fanciulla nell’acqua e la parte evanescente che si eleva al di sopra del corpo che è l’anima, ciò che Tu sei veramente. Ed il tutto espresso con  due tecniche diverse nello stesso quadro in perfetta armonia. Un voler armonizzare questi due universi, che è ciò che ciascuno di noi cerca di fare giornalmente in modo più o meno consapevole.

 

D-Spazi dal surrealismo all’astrattismo metafisico, sperimentare stili diversi può favorire il concetto di originalità?

 

Io spazio in vari mondi creativi, mi piace scrivere favole e poesie, mi piace la musica, mi piace la pittura e nella pittura mi piace creare senza dover soggiacere a correnti, tecniche o metodi. Questo non è gradito ad alcuni Galleristi che preferiscono il pittore inquadrato che dipinge sempre la stessa faccia o le stesse cose, così è identificabile. Non seguo quella regola, ma il mio concetto è che se un musicista è bravo dovrebbe saper suonare musica classica, jazz e rock, dovrebbe spaziare in queste forme d’arte musicale. Uno che sa leggere e fare solo musica classica lo ritengo limitato. Così nella pittura. Per me è un pregio il fatto che spazio in tecniche e varie forme d’arte. E’ un po’ come saper parlare tante lingue e quindi aver modo di farsi capire meglio. O potermi esprimere come meglio credo o sento in quel momento. E’ originalità.

 

D- La pittura e la sua funzione nella società. Una tua riflessione.

 

Posso estendere questo concetto all’arte. L’arte ha la funzione di elevare spiritualmente l’essere, la persona che sei TU. Quando senti una bella canzone, quando guardi un bel quadro, quando ascolti una bella poesia o quando leggi un bel libro, questa opera d’arte Ti deve dare un’emozione positiva, ti deve far sentire un po’ più vivo, ti deve elevare spiritualmente, ti deve portare in un mondo che si dischiude ai tuoi occhi grazie alle immagini, ai suoni o alle parole organizzati in modo armonioso per comunicare un messaggio. La vera arte deve trasmettere, deve darti qualcosa,  poco o tanto, ma è sempre una finestra sul mondo dell’artista che ha evocato in quel momento e te lo sta mostrando, e tu lo puoi percepire. E’ un momento magico e a volte possono scorrere le lacrime dagli occhi ascoltando una musica, osservando un quadro o leggendo un libro, lacrime di liberazione o gioia. In un certo senso l’artista inietta la vita in questa società e penso che la maggior parte delle persone siano artisti anche nel semplice vivere.

 

D- Come pensi possa essere l’arte del terzo millennio?

 

Ritengo che l’arte classica sia e sarà sempre la linea conduttrice. Ma aperta a sperimentazioni e tecniche innovative.

L’ uomo dopo aver sposato la materialità come se fosse un culto e accorgendosi della bassa condizione in cui si sta dirigendo, si rende conto in tempo per poter smettere di seguire il culto della materialità e quindi prendere a guardare la spiritualità in un nuovo modo in cui lo studio di questa materia non sia fatto di dogmi ma uno studio scientifico delle materie umanistiche, l’artista è il messaggero di questo nuovo movimento che è nato ed è in espansione.

Ogni movimento filosofico o religioso è stato espresso dagli artisti. Puoi vedere nell’arte che sta nelle nostre chiese e nei nostri musei. Ogni movimento di pensiero ha i suoi esponenti nella musica, pittura e nelle varie forme d’arte. Ma il gusto del bello è parte innata dell’uomo. E’ solo quando si degrada al punto da desiderare la morte per se e per gli altri che sembra prediliga il gusto del brutto (e dei cadaveri). Se guardiamo la storia, i periodi fiorenti delle civiltà sono pieni di artisti e di opere d’arte e i periodi brutti e negativi son pieni di morti, gli artisti erano pochi e i liberi pensatori venivano bruciati vivi (resi cadaveri). Spettacolo ben poco edificante per una società. Quindi possiamo dedurre che in base al numero di artisti che operano in una società questo influenza la qualità di vita di quella società. E le nazioni che hanno appoggiato l’arte ne hanno sempre giovato e sono luoghi civili, nazioni che invece hanno oppresso artisti hanno avuto brutti momenti e la vita in quei luoghi ne ha risentito. Mi auguro che le persone del governo e le persone comuni possano fare le corrette scelte in questo periodo in modo da ridare a questo mondo un nuovo rinascimento. Questo è ciò che auspico e che promuovo. E se si vuole veramente, e molte persone sono in accordo su questo, so che accadrà. Quindi hai una certa responsabilità in questo gioco.

 

D- Progetti per il futuro.

 

Mostre, che siano in Galleria o in piazza, l’importante è comunicare con le persone.

Ho una mostra collettiva con altri artisti a Stoccolma tenuta dalla mia amica gallerista Irene. Domenica prossima 13 Ottobre in piazza a Lecco. Il 20 Ottobre a Vimodrone in provincia di Milano. A Novembre in una Galleria a Milano e poi Bergamo Alta in Piazza Vecchia etc etc. Ma i grandi progetti sono un nuovo rinascimento. Sono in comunicazione con parecchi artisti sia in Italia che all’estero e tutti accarezzano questa idea di un nuovo rinascimento sia nelle arti che nella società che porti maggiore benessere e sanità tra le persone. Poi non da meno un progetto di una scuola d’arte, dove uno può iniziare con le prime basi o può specializzarsi. Inoltre c’è da dire che ad un artista ed in particolare un pittore insegnano a dipingere, ma non basta, bisogna insegnargli anche come poter vivere con l’arte che fa. Mi piacerebbe proprio creare un nuovo movimento artistico ispirato ad un nuovo rinascimento. Passo per passo ce la faremo. Anche Tu che ascolti o leggi, non ne sei escluso.

Ott 3, 2013 - COMUNICATi STAMPA    No Comments

TINO BISAGNI IN CLASSIFICA DI REVERBNATION

Tino Bisagni continua la scalata al successo dopo mesi di intensa attività in radio e non solo. Al primo posto nella pop chart di Reverbnation in Svizzera, l’autore e compositore non frena la sua corsa nelle alte vette della musica.

Numerose le interviste e gli interventi in radio, il suo percorso si è arricchito anche come speaker con il programma A TUTTI QUELLI CHE lanciato in start up il 25 maggio 2013 su Radio Centro Musica. Le trasmissioni si sono intensificate con numerosi ospiti e una chiacchiera dietro l’altra sia il giovedì che il sabato, consueto appuntamento. Incredibile ma vero, il Bisagni vanta sempre maggiori fan che sono stimati ormai oltre 110000 sulla sua pagina fan di facebook.


 

L’estate ha portato i suoi frutti ed il nostro artista è già partito con “C’è qualcuno?” alla sua prima stagione radio ufficiale su Radio centro Musica e Starbit.tv

Vi invitiamo a non perderlo di vista! Gli appuntamenti saranno sempre aggiornati sul sito di ELFA Promotions, ufficio stampa ufficiale di Tino Bisagni.


Facebook:

www.facebook.com/tino.bisagni


Official site:

www.bisagni.com

News site:

www.bisagni.me

 

Ufficio Stampa e promozione ELFA Promotions

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Ott 1, 2013 - BLOG LIFE    No Comments

ADDIO A GIULIANO GEMMA

Serata tra amici. Una puntatina al Bingo e poi una cena a base di pesce da “Baffone”. Si era programmato una serata a Civitavecchia Giuliano Gemma senza sapere che il destino per lui aveva ben altro in serbo. Aveva dato appuntamento a Cerveteri, dove viveva, ai suoi amici e insieme si sarebbero rilassati nella sala giochi di viale Garibaldi e poi si sarebbero seduti ai tavoli poco distanti del ristorante, dove l’eroe del western all’italiana era di casa. Aveva stabilito un bel feeling con il titolare, di cui apprezzava la genuina simpatia partenopea oltre che la buona cucina.

 

Giuliano Gemma è morto dopo un terribile incidente stradale avvenuto vicino a Roma. Giuliano Gemma, che aveva 75 anni, è rimasto coinvolto in un impatto frontale mentre era a bordo della propria auto a Cerveteri. 
Giuliano Gemma è arrivato morto in ospedale nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale dell’ambulanza che l’ha soccorso. E’ stato trasportato all’ospedale di Civitavecchia ma inutilmente. Gli altri due feriti, più lievi, sono un uomo con suo figlio.

Il tragico schianto sulla strada del Sasso ha scombinato tutti i piani ed ha finito per far radunare tutti all’ospedale San Paolo. L’attore ci è arrivato in arresto cardiaco attorno alle 21 e nonostante i tentativi di rianimarlo non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte è stata accolta in maniera composta, ma non per questo senza dolore, dagli amici con cui si era dato appuntamento.

 


CHI  ERA

 

Giuliano Gemma aveva conquistato grande popolarità alla metà degli anni Sessanta grazie a una serie di  western italiani come Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo di Duccio Tessari, Arizona Colt di Michele Lupo, Adiòs Gringo di Giorgio Stegani. In realtà la sua carriera era iniziata molto prima, quand’era giovanissimo e grazie alle sue doti atletiche (con una particolare inclinazione per la boxe) aveva spesso lavorato come stuntman. “Io, più che un attore, volevo essere uno sportivo – aveva detto in un’intervista – lo sport mi ha sempre affascinato molto e invito i giovani a fare sport, perché richiede sacrificio e il sacrificio servirà anche in altri momenti della vita”. 

Nel 1958 Dino Risi lo prende per una piccola parte nella commedia Venezia, la luna e tu con Alberto Sordi e Nino Manfredi. Ma sono gli anni della Hollywood sul Tevere e un ruolo in un “sandalone” – così venivano chiamati i film di genere peplum – non si nega a nessuno, men che mai a un ragazzone con quel fisico. E Gemma diventa un centurione per il kolossal dei kolossal, Ben Hur di William Wyler. Una semplice comparsata che però gli servirà come trampolino di lancio nel mondo del cinema – anche se altri “sandaloni” non mancheranno, da Maciste, l’eroe più grande del mondo a I due gladiatori.

È mentre sta facendo il servizio di leva come vigile del fuoco che Duccio Tessari lo sceglie per interpretare un biondissimo Krios in Arrivano i Titani: il film, mitologico con humor, si rivela un grande successo commerciale anche all’estero. Biondissimo e quasi irriconoscibile compare anche in Il gattopardo di Luchino Visconti, è il generale garibaldino amico di Tancredi, poi arrivano le produzioni internazionali come Angelica e Angelica alla corte del re.

 

Ma la consacrazione come divo è grazie al filone spaghetti western. Fascinoso cowboy, lavora con registi come Duccio Tessari, Tonino Valerii, Sergio Corbucci. I titoli sono quelli cult del genere, da Un dollaro bucato a I lunghi giorni della vendetta a Per pochi dollari ancora. Qualche volta utilizza il nome d’arte Montgomery Wood. Ed è cowboy anche in coppia con Bud Spencer in Anche gli angeli mangiano fagioli, e con Ricky Bruch in Anche gli angeli tirano di destro.

 

Dalla fine degli anni Ottanta a oggi Giuliano Gemma aveva lavorato soprattutto in produzioni televisive. Fra le più recenti Il capitanoButta la luna e la terza stagione della fiction Rai Capri. Dopo aver interpretato oltre cento film, aveva ricevuto riconoscimenti di prestigio, dal David di Donatello al premio del Festiva internazionale di Karlovy Vary come miglior attore, dal Globo d’oro al Nastro d’argento alla carriera nel 2008 e, per tre volte, il Premio De Sica.

 

 

Fonte: La Repubblica.it