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Nov 12, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Il Sogno di Ilse – La musica della tentazione

 

Il giardino proibito e selvaggio de “Il Sogno di Ilse” cattura ogni ascoltatore che voglia esplorarlo.

Con questo brano annesso al videoclip, veniamo catapultati in un’atmosfera onirica che istiga alla tentazione.

Un genere che unisce il Gothic ed il Celtic Rock, ricordando alcune sonorità e vocalità in stile Evanescence.

Ma “Il Sogno di Ilse” ha dato un taglio personale al suo pezzo.

Innanzitutto mi ha positivamente colpito la capacità di entrare dentro al brano, tanto che il videoclip non sembrava più tale, bensì la reale visione di un sogno.

Un’interpretazione davvero ottima, la voce veste correttamente il corpo del pezzo.

Il testo viene riprodotto fedelmente ed in modo assai efficace durante l’avanzare dello storyboard.

Ritengo, quindi, che la qualità che contraddistingue questa band sia quella di saper trascinare ed avvolgere chiunque nella loro dimensione magica, onirica, seducente.

Complimenti vivissimi a “Il Sogno di Ilse”, una personalità artistica da tenere davvero in considerazione.

A cura di Alice Sbroggiò 

 

Ott 22, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

CAMPO DEI FIORI, IL FOLK SOCIALE DEGLI SPARVIERI

Si apre con un mimo triste su una campagna in abbandono il video “Campo dei fiori” degli Sparvieri Panzer Folk. L’affrontare tematiche sociali, il degrado, la perdita dei valori, ci porta ad ascoltare con attenzione ogni parola del testo. Il ripetersi costante di “son giorni di crisi e di televisione” va ad annunciare la complessità del periodo storico, economico e sociale che stiamo attraversando. La sonorità del brano è chiaramente folk, in alcuni aspetti richiama alcuni pezzi dei Bandabardò, ma gli Sparvieri hanno una genuinità artistica che li contraddistingue. Un ritmo che coinvolge, un testo che sprigiona riflessioni continue, un giusto equilibrio tra voce e strumenti rende questa canzone molto interessante.

“Di periferia portiamo l’odore” canta Fabio Natella; dalla città, da “Campo dei Fiori” si ritorna al luogo delle proprie radici, al quarticciolo, dove è forte il legame con le tradizioni ed è consolidato il rapporto tra le persone. Nel taglio registico di Pierpaolo Perna prevale il mettere in evidenza la desolazione con la mimica facciale del clown, figura in bianco e nero, che mostra la tristezza per un mondo marcato dal potere e dallo sfruttamento dei più deboli. Il mimo, nel ruolo di personaggio che si esprime attraverso la gestualità,  potrebbe rappresentare tutti noi che siamo mossi dai fili invisibili dei media. Con coraggio e determinazione questo gruppo è riuscito a raccontare il nostro tempo, la nostra società, portando alla luce con estrema lucidità la realtà. Nel complesso le scelte musicali, il video, sono da considerarsi un lavoro valido che merita di essere valorizzato da chi è nel settore.

a cura di Michela Zanarella

Redazione ELFA Promotions

 

Set 30, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Manoloca – “Lontano dal cerchio”

 

Ammettiamolo: l’Emilia è decisamente una fertile culla per il rock più autentico, diretto, sanguigno. Ne è l’ennesima riprova questo lavoro, frutto del progetto personale di Massimo Vecchi, tuttora bassista e seconda voce dei Nomadi.

Innanzitutto va notato come il cantautore di Reggio Emilia abbia sfoderato un lavoro decisamente rock, privo di leziosismi, asciutto, ed al contempo pieno, ricco ed appagante all’ascolto.

Il disco ha un sound curato e personale, improntato all’essenzialità. Le musiche colpiscono dirette, portando avanti una narrazione emozionale immediata e coinvolgente.

I testi, nella migliore tradizione del rock emiliano, hanno il sapore della terra che li ha ispirati: ironici, terreni, veri, sentimentali e combattivi.

Sono racconti imperniati attorno all’universo uomo, uno scorcio puntuale e fedele dei tempi che viviamo, delle idiozie tipiche dell’umanità; nitida istantanea delle tragedie quotidiane, dalla precarietà del lavoro al dramma dell’emigrazione e della guerra.

Si narra di noi dunque, con un punto di vista impietoso, lontano dal cerchio giustappunto, che ha il fresco sapore dell’istintività, della franchezza.

E’ un disco forte e maturo, gradevole come un buon vino rosso e, come da regola, destinato a migliorare col tempo.

Prosit.

 

Antonino Giorgianni

Set 24, 2013 - MUSICA, PARLANDO DI MUSICA    No Comments

LUCA MILANI – SILENCE OF THIS TOWN

Il 24 settembre 2013 sarà pubblicato da Hellm Records e Martine’ Records, con distribuzione IRD, il terzo disco solista di Luca Milani “Lost for rock n roll”. Ad anticipare il disco il singolo “Silence of this town”.

Il video del brano è diretto da Carlo Lancini per Outbreak arts. La vocalità e le scelte musicali di Milani richiamano lo stile rock americano, dove il suono ruota prevalentemente intorno alla chitarra elettrica. Il video risulta essere non particolarmente innovativo ed originale, ma ciò è sicuramente dettato dalle volontà stesse dell’artista, che intende mantenere un contatto vivo e attuale con la storicità del rock made in Usa. Le doti canore di Luca Milani sono comunque degne di un valido interprete che sta cercando di volare alto nel suo genere. Il cantautore milanese dalla voce matura, sa prendere per mano chi lo ascolta fino ad avvolgerlo di calore; ha dalla sua parte un’intensità che conquista.

Il ritmo piacevole, la sonorità semplice, rendono questo lavoro interessante. Ci si trova proiettati in un folk rock elegante, leggero, che ricorda il grande Bruce Springsteen.

Gli scorci dell’ambiente in bianco e nero, la ferrovia, diventano istantanee in perfetta sintonia con la voce di Milani. L’immagine del rocher che si alterna agli spazi esterni, vuole dare un significato profondo al contenuto del testo, che corrisponde ad un viaggio riflessivo ed emozionale nell’anima dell’artista. Un viaggio intimo e coinvolgente tra le note dal valore universale.

 

di Michela Zanarella

 

Set 1, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

ANACONDA BIONDA DI ROBY SESANA

Si apre con un colloquio di lavoro davvero particolare il video di “Anaconda bionda”, il singolo di Roby Sesana. A primo impatto tutto sembra normale e nella logica della consuetudine, poi subentra il surreale, sembra di essere proiettati in uno spot subliminale di viral marketing per il lancio di una bevanda energetica ed è in quell’inquadratura mirata che si legge il Brand “Anaconda bionda”. Il singolo trasmesso da Radio Dee Jay nell’estate 2012, vede tra i protagonisti del videoclip come attrice Madara Statkus e special Guest Sergio Vastano, la regia è di Davide Romanoni e la direzione artistica è di Chiara Locatelli.

Il brano dalle sonorità originali, molto orecchiabile, si avvale di un testo semplice che si adatta a tutti, senza troppe distinzioni. La forza della canzone di Sesana, sta proprio nella sottile ironia che si protrae in tutto il video e nell’efficace taglio registico che grazie al ritmo scelto ci porta a battere il tempo con allegria. Gli ammiccamenti femminili, gli sguardi sensuali, richiamano a rimandi alla Tinto Brass, dove dominano gli istinti, un esempio tangibile è nella scena della gonna al vento della ragazza sulla bicicletta. “Sei la forza di un’idea/come il vento soffi via”, così canta Sesana e lo fa con spontaneità e senza troppi tecnicismi, convincendo e trasmettendo energia positiva. L’immagine dell’anaconda, del serpente che prende le sue vittime e le avvinghia tra le proprie spire, simbolo di una malvagità sadomasochista, è rappresentato dalle sinuose forme della modella che la interpreta. Il rettile, similitudine del peccato, della tentazione, diventa il filo conduttore di tutta la logica del videoclip. Di certo il lavoro di Sesana supera i canoni tradizionali del pop italiano, la vocalità del cantante trasmette freschezza e una certa genuinità in perfetta sintonia con l’intenzione di divertire e coinvolgere chi ascolta.

 

a cura di Michela Zanarella

per ELFA Promotions

Lug 1, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

“THANKS”, LA MAGIA HOUSE DI GABRIEL

GABRIEL nel suo nuovo progetto discografico presenta in anteprima il singolo “Thanks”

 

Napoletano, classe 1991, una grande passione per la musica, un singolo in uscita il 9 luglio 2013. E’ un giovane talento della musica house GABRIEL, compone di nottte, si fa conoscere sul web con il brano “Future”, ottenendo ottimi consensi di gradimento. La sua musica cattura, ha ritmo, è giusta per ballare e scatenarsi in pista. L’adrenalina e l’energia calibrata delle sonorità sono la forza della musica di GABRIEL.

CHI E’ GABRIEL?

Gabriel ha vissuto i suoi primi anni di vita tra Napoli e Siracusa, in seguito al lavoro paterno, per poi stabilirsi definitivamente a Formia, in provincia di Latina. Sin da piccolo manifesta la sua passione per la musica e ogni occasione era quella giusta per mettere in evidenza la sua inclinazione e attitudine.Terminata la scuola dell’obbligo inizia a farsi conoscere suonando alle feste scolastiche di fine anno, alle manifestazioni, compleanni e serate in piccoli locali della zona. La sua musica inizia a girare e riscuote un discreto successo tanto che a 17 anni diviene Dj Resident in una famosa discoteca laziale il” PLAY OFF” dove rimane per un anno intero. Terminata la scuola entra a far parte dell’azienda di famiglia, ma senza abbandonare la musica. Gabriel è un ragazzo ambizioso e sa quel che vuole, tanto che a 18 anni inizia a comporre le sue prime produzioni e a farle conoscere in giro per l’Italia. La vita di Gabriel sembra in netta ascesa, quando un evento inatteso cambia completamente le sue aspettative, ….l’arrivo di una bimba e dopo un primo momento di smarrimento, Gabriel va avanti con più carica di prima. Nonostante i suoi 19 anni decide di andare a vivere con la sua attuale compagna e di crescere insieme la loro meravigliosa creatura. Grazie all’appoggio della sua nuova famiglia, ricomincia a comporre, lo fa di notte, per assenza di tempo durante il giorno, ascoltando in cuffia, mentre il silenzio culla la sua principessa che gli ha dato più forza e creatività artistica. Gabriel ha 20 anni, si sente più maturo, e torna in gioco….vuole verificare se la sua musica riceverà consensi e in che misura. L’ incontro casuale con il suo produttore con il quale decide di lanciare la musica di “GABRIEL”, cercando di trasmettere con il genere house/edm, emozioni e sensazioni che solo la musica riesce a dare, è la chiave di svolta della sua professionalità. Thanks è sicuramente il singolo adatto per un’estate di divertimento assoluto!

Non perdetevi quindi tutti gli aggiornamenti sulle attività di GABRIEL sulla sua fan page di Facebook: http://www.facebook.com/pages/Gabriel/553925364648864

 

Trovi Gabriel anche su ELFA Promotions

www.elfapromotions.com

 

Ufficio Stampa:

Francesca Molon

Supporto stampa:

Michela Zanarella

Mag 28, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Soul Revolution – 3:13 – Mean to me

E’ quando arrivi a casa sfinito da una stressante giornata di lavoro che apprezzi certe piccole cose, quando ti levi la giacca e ti godi un po’ di tranquillità, senza i telefoni che squillano in continuazione, senza il capo che urla e l’odore del toner caldo delle stampanti sotto il naso. Prendi il telecomando, ti butti sul divano e accendi la tv, non ci provi nemmeno a fare zapping, hai voglia di qualcosa di meno banale della pre-serata televisiva, ed allora – benedetta tecnologia – metti la tv in modalità internet e apri youtube alla ricerca di qualche bel video: Leggi un titolo: “3:13 pm – Mean to me”, è il nuovo singolo dei Soul Revolution, il loro primo album, “People”, te lo ricordi molto bene e quindi non ci pensi due volte, premi play, alzi il volume e ti accorgi da subito che in quel momento, spaparanzato sul divano, stanco e magari anche un po’ incazzato, “3:13 pm – Mean to me” è esattamente quello che ti serve….

 

I Soul revolution sono Fabrizio Scafetti e Dee Bee, duo italo/inglese dedito al soul, ma che non disdegna le sonorità dello swing, di un pop sofisticato e – perchè no? – anche del jazz, nascono nel 2006 e debuttano con il concept album “People”, che racconta le storie di 9 personaggi che lungo i brani del disco si ritrovano a percorrere la stessa strada, una scelta ambiziosa per una album d’esordio che delinea già da subito un’indole artisticamente coraggiosa, la stessa indole che troviamo nel successore di “People”, in uscita il prossimo autunno sotto il titolo “Time” ed anticipato dal singolo “3:13 pm – Mean to me”.

E’ sufficiente l’attacco del brano perchè il piede cominci a battere il tempo da solo, mentre le biglie numero 3 e 13 su un tavolo da biliardo introducono la narrazione di due storie, due storie di ingiustizie e scorrettezze come se ne sono viste tante, due storie che non si intrecciano ma che – come le biglie sul tavolo da biliardo – condividono attimi, percorsi e dettagli: le 3:13 pm è l’orario tassativo di consegna di una pratica per un impiegato vessato dal capoufficio e sfruttato dai colleghi, ma è anche l’orario di un appuntamento con l’amante, siglato da un’impronta di rossetto sul foglietto che una ragazza trova nella camicia del compagno. Per entrambi i protagonisti delle storie le 3:13 segneranno una grande delusione, e mentre il tempo swing batte scandito dalla chitarra di Fabrizio Scafetti, avvolto dalla splendida voce di Dee Bee ed impreziosito dalla tromba di Lorenza Faruolo, entrambi si troveranno in bagno a guardarsi allo specchio chiedendosi il perchè di certe ingiustizie, ma alla fine ad aspettarli c’è una svolta in meglio, divertente ed ironica quasi la giusta punizione sia caduta dall’alto sui traditori. Un lieto fine che fa strappare una sana e leggera risata, mentre il piede ancora batte il ballabilissimo ritmo del brano, che con il vibrante suono della tromba – strumento special guest del pezzo – assume quel retrogusto jazz che diventa la ciliegina sulla torta di una canzone leggera ma sofisticata, fresca e rilassante quanto basta per essere una sorta di antidepressivo in musica, da prendere più volte al giorno, prima e dopo i pasti, e soprattutto senza controindicazioni…

Ora non resta che aspettare l’uscita dell’intero album, ma se il buongiorno si vede dal mattino è lecito aspettarsi un ottimo lavoro. Nel frattempo, quasi per magia, un po’ del malumore della giornata se n’è andato, spazzato via dal mood allo stesso tempo morbido e cadenzato del brano, e su questo divano sembra di stare più comodi di prima. E’ proprio il caso di dire “La canzone giusta al momento giusto”…

Mag 18, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

UNA GRAN PASSIONE PER CARLO GREMO

Romano DOC, nasce nel maggio ’86. La passione per la musica cresce ascoltando per interi pomeriggi i dischi dei più grandi cantautori italiani tra cui Rino Gaetano, Vasco Rossi, Luca Carboni e tanti altri. Oltre ad affinare l’orecchio e i gusti musicali, Carlo si lascia andare sin da piccolo alla scrittura di poesie e brevi testi.

Impara da autodidatta a suonare la chitarra all’età di 17 anni e si cimenta nella scrittura di bozze di canzoni, il primo intento era di sicuro quello di soddisfare il suo desiderio e bisogno di scrivere.

Difatti le canzoni rimangono chiuse nel cassetto per numerosi anni ed escono solo dopo l’incontro con il chitarrista Gianluca Bramante con il quale inizia una forte collaborazione. Carlo Gremo nasce come cantautore esibendosi in acustico, chitarra e voce, nei piccoli pub romani proponendo cover del panorama rock italiano e cominciando a proporre alcuni suoi brani. Dopo un periodo da solista decide di farsi affiancare da una band che lo supporta nei live che proporrà in versione elettrica.

Nascono cosi ” Carlo Gremo e I Loud Garage” (Stefano Carrella , Gianluca Guarino , Gianluca Bramante , Valerio Cerroni e Simone Rinaldi).

Di particolare importanza sono l’apertura agli “strani Giorni” presso il Casale Rock di Guidonia e l’ apertura ad ” Alberto Rocchetti e la VRT ” presso Stazione Birra.

Partecipa a numerosi contest, tra cui: We ARE The Festival (Locanda Blues), il Roma Rock ( Moe’s) , festival “Insegui un sogno” (piazza di Nettuno) , 1mfestival

La crescita artistica di Gremo è dovuta nell’ultimo anno anche all’incontro con Matteo Gabbianelli ( voce dei Kutso) con il quale inizierà una collaborazione a livello di arrangiamenti per i nuovi brani.

Ad aprile 2013 nascono presso lo studio Kutso Noise Home di Marino , i due singoli “Agitazione” e “Ma sono un eroe” .

Sempre da aprile 2013 viene evidenziato un interessante cambio di line up nella formazione della band che supporta Carlo nei suoi live; iniziano difatti diverse collaborazioni con i chitarristi Massimo Pariboni e Giacomo Iraci , il bassista Francesco Meconi e il batterista Valerio Torcasio.

Gremo ci propone canzoni dirette dettate dall’istinto, un pop-rock italiano che svela un mix tra rabbia e dolcezza, descrive amori, sogni e disagi quotidiani.

Lo aspettano per questa estate 2013 diversi passaggi radio dei suoi due singoli  e diversi live. Tutte le news di Gremo le potrete trovare sul social facebook in attesa di nuove news radio e live.

 

Passaggi Radio

 

FreeRadioJolly

Dal 20 maggio al 2 giugno 2013

http://www.freeradiojolly.com/

 

 

Radiocitylight

dal 1° al 30 giugno 2013

www.radiocitylight.com


 

OFFICIAL FAN PAGE FB:

https://www.facebook.com/CarloGremoOfficial

 

Canale Youtube :

http://www.youtube.com/user/CarloGremo

 

Ufficio stampa Michela Zanarella

www.elfapromotions.com


Apr 16, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Hijack Party – Hijack Party

 

Il brit-rock è una creatura strana, sempre in voga qualsiasi moda ci sia in circolazione, pop ma non troppo, rock ma non troppo, elettronica ma nemmeno qui troppo, un compromesso continuo, una via di mezzo tra stili, sonorità e atteggiamenti che permette al genere di restare sempre verde, e non c’è da stupirsi quando un nuovo, ennesimo album brit-rock finisce per apparire una novità seppur i riferimenti sono più che lampanti, perchè il brit-rock è talmente malleabile che bastano pochi elementi in più o in meno, una chitarra un po’ più acida da una parte, un riverbero in più dall’altra, un ritmo punkeggiante o chissà cos’altro per portarlo su una nuova dimensione.

 

Quando si sceglie un genere così duttile sono le sfumature che contano, e lo sanno bene gli Hijack party, band romana che nonostante la recentissima formazione può vantare un’esperienza ed una tecnica che diventano immediatamente palpabili all’ascolto. Il gruppo nasce all’inizio del 2011, e dopo poco più di un anno e mezzo giunge all’album d’esordio autoprodotto e omonimo pubblicato lo scorso novembre. Sono undici i brani che vanno a comporre la tracklist dell’album, tutti estratti dal repertorio che la band ha portato in giro per l’Italia dal 2011 ad oggi, brani freschi, dal sound tipicamente british come è giusto che sia, perchè il brit-rock deve assolutamente sapere di pub, deve assolutamente avere il retrogusto di una London Pride ghiacciata, ed è proprio questa la sensazione all’ascolto di “Hijack party”, quella di una semplice quanto appagante freschezza che è la stessa da sempre, conosciuta ma mai del tutto scontata, che ricorda gli Oasis ma con un basso più incisivo, ricorda gli Smiths, ma meno depressi, gli Stereophonics, a tratti persino i blur più festaioli e casinari, e una miriade di altre band che negli ultimi tre decenni hanno affondato le radici nel rock britannico.

 

Sono tantissimi i richiami nel sound della band capitolina, ma come dicevamo prima sono le sfumature ad essere importanti in situazioni come questa, sono le deviazioni a rendere unica la musicalità degli Hijack Party, sono gli elementi e le incursioni di altri generi ad arricchire i 15 pezzi, dalle ritmiche funk di “Love infection” alle melodie d’altri tempi di due ballate come “Soul searching” e “Somewhere nice”, dal pop morbido di “Freefall” alla cadenza spensierata di “Ashes”, fino alle venature più rockeggianti e di impatto punk di “I’m not moving” e della atomica “I don’t have an answer”.

 

E’ una musica che sa di estate, che fa battere il piede, cantare, a tratti urlare quando le cadenze più secche fanno capolino, e fa venir voglia di saltare in macchina e andarsene verso la spiaggia, con il sole che si specchia negli occhiali scuri ed un aura di allegria, sfiorata da tracce di una leggera sensazione malinconica, ma è soltanto qualche attimo, il vento passa dal finestrino abbassato e spazza via tutto, quel che resta è un disco che scivola via, liscio e senza sbavature, un album in cui forse si sarebbe potuto osare un po’ di più – perchè di classe in questi quattro ragazzi ce n’è, e pure tanta – soprattutto sulle chitarre dei brani più aggressivi, nei quali un pizzico di sudore in più probabilmente avrebbe messo la ciliegina sulla torta, ma sono dettagli che il tempo può tranquillamente smussare, per questo non resta che aspettare i prossimi lavori, nel frattempo rimane la certezza che “Hijack Party” è un gran bel disco e che il brit-rock, anche quello tricolore, è sempre sulla cresta dell’onda…

Apr 9, 2013 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Il brivido emotivo dei Nergal

Il singolo dei Nergal tratta una tematica molto frequente nelle canzoni: credere nei proprio sogni senza arrendersi mai.

Nel mondo musicale tantissimi artisti hanno provato a scrivere qualche parola a riguardo di conseguenza distinguersi non è facile.

Il testo di Come polvere non è particolarmente impegnativo ed elaborato, ma nemmeno scontato.

Ho sentito il “brividino emotivo”, nonostante l’intera composizione non sia qualcosa di raro e ricercato. Detto così sembra un dettaglio frivolo; in verità quel famoso “brividino”, come lo chiamo io, è ciò che permette di inviduare chi ha il cosiddetto fattore X e chi no.

Un artista può avere straordinarie doti strumentali e vocali ma sappiamo benissimo che se manca il cuore, tutto il resto perde di valore.

Se, come in questo caso, mi ritrovo per le mani un singolo da ascoltare senza sapere il percorso del gruppo o dell’artista solista, mi devo concentrare su cosa è capace di donarmi in quei 4 minuti di brano.

E qui c’è sostanza, c’è materiale ancora inesploso ma pronto a fare presto il botto.

Credo che questo brano non sia quello che permetterà ai Nergal di fare il salto di qualità ma è comunque un buon biglietto da visita per dimostrare che le capacità non mancano.

Crescendo artisticamente troveranno la propria identità che permetterà loro di fare la differenza e in attesa di quel giorno, un grosso in bocca al lupo!

 

 

A cura di Alice Sbroggiò

 

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=m_ToBtOwThM&feature=youtu.be

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