Feb 19, 2011 - PROMOZIONE ARTISTICA    No Comments

IL GIUDIZIO DI ELEONORA SU MUSICALNEWS.COM

Ancora promozione radiofonica per il rock saggio de Il Giudizio di Eleonora

Progetto originale sia nel nome che nel progetto musicale: la stiamo monitorando da qualche mese, grazie alle segnalazioni che ci arrivano da Laura Gorini, nostra valente (e storica) giornalista.

Si chiama Il Giudizio di Eleonora ed e’ forse una piccola rivoluzione della musica rock italiana: questo progetto romano e’ capitanato dall’eclettica, camaleontica e carismatica cantautrice Eleonora Giudizi alla voce, chitarra e armonica. A livello radiofonico ricordiamo che il suo singolo Non mi baci mai è stata la sigla finale del Programma BIG NIGHT condotto da Max Poli su Radio Kiss Kiss da Settembre 2010 a Dicembre 2010.

Loc 1 marzo.jpg

Quali sono le prossime occasioni per sentirli intervistati in una radio?

25 febbraio 2011 ore 21,30: intervista su CRM HAPPY RADIO in “ROCK REVOLUTION” in onda dalle 21 alle 24 tutti i Venerdì
in FM sui 101.4 sulle province di Palermo, Messina e Caltanissetta e in Streaming
Streaming: http://www.crmhappyradio.it
Riferimenti web: http://www.rockrevolution.it

1° Marzo 2011 ore 11,00: intervista su Run Radio Unisob – Radio Universitaria di Napoli – nel programma “IN the morning” in onda dalle 10 alle 12 con Fabrizio Miano
Streaming: http://www.runradio.it/

4 marzo 2011 ore 10,30 -11,00: intervista su AmanteaRadioNet in “Mattina Italiana” condotto da Mario Venturino in onda dalle 9 alle 11,30 dal lunedì al venerdì
Sito AmanteaRadioNet: http://www.amantearadio.it
Streaming: http://www.amantearadio.it/live.html

Promozione artistica ELFA Promotions

Link: http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=20729&sz=6

Feb 19, 2011 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

IL GIUDIZIO DI ELEONORA SU ROCK IMPRESSIONS

IL GIUDIZIO DI ELEONORA SECONDO ROCK REVOLUTION.jpegDa qualche anno siamo letteralmente sommersi da giovani talenti, da grandi promesse della musica, da grandi interpreti, da decine di programmi che promettono carriere folgoranti ad una pletora di aspiranti cantanti, dei quali purtroppo si perde troppo presto memoria, in realtà stanno distruggendo molti potenziali artisti con l’illusione di un po’ di notorietà televisiva, inoltre l’accento è troppo orientato alle capacità interpretative, mentre vengono tralasciate quelle compositive, che sono pure molto importanti.
Un vero artista è tale quando riesce a entrare nel cuore con la sua musica, un buon interprete è solo merce per compositori e imprenditori delle sette note, che alla fine si incassano quasi tutti i diritti sui brani che fanno cantare ad altri, francamente mi sembrano solo dei biechi avvoltoi.

Scusate lo sfogo, ma quando ho iniziato ad ascoltare questo bellissimo cd mi sono innamorato di quanto ascoltavo e mi sono chiesto perché un’artista così brava come Eleonora Giudizi, forse mi sono perso qualcosa, ma non è ancora presente nelle trasmissioni che “contano” e non viene spinta come meriterebbe, comunque Eleonora si sta facendo notare vincendo concorsi “veri” e imponendo il suo rock altenativo cantato in italiano. La cosa che emerge è che due singoli composti da Eleonora in Spagna sono diventati dischi di platino e da noi?

Il Giudizio di Eleonora è un progetto musicale romano, le musiche sono state tutte composte dalla Giudizi, mentre i testi sono stati composti da autori come Francesco Testa e Vittorio Centrone.
Ovviamente Eleonora essendo a capod el progetto attira su di sè tutta l’attenzione, ma la musica che si ascolta è frutto di musicisti capaci.

Il primo brano è subito una scossa, “Femmina” ha un incedere aggressivo, è una canzone di vero orgoglio, che ci mostra una cantante carica di grinta, molto bello il testo e le musiche veramente coinvolgenti ne fanno una potenziale hit.
Ma devo dire che dei tredici brani che compongono il cd non ne ho trovato nemmeno uno che sia sotto la media, non ci sono filler o riempitivi, ma grinta da vendere e musiche sempre accattivanti, sia nelle parentesi più tranquille (molto poche), che quelle più tirate.

Il rock proposto è molto moderno, vagamente alternative, tagliente, venato di melodie italiane e su tutto i testi che catturano sempre l’attenzione, tutti molto “femminili” a discapito dei compositori, davvero un gran bel lavoro decisamente convincente.

Il Giudizio di Eleonora è stata descritta come una delle più promettenti promesse del rock tricolore, io mi sento di condividere pienamente questo giudizio e mi piacerebbe davvero vedere che abbiamo ragione, mi ridarebbe un po’ di speranza per il nostro panorama musicale, che ha sempre più bisogno di artisti “veri” come questa ragazza, che trabocca di grinta e di talento, sono veramente contento di aver attirato l’attenzione di questo valido progetto, bentrovata Eleonora!

a cura di GB

Rif. web:

Recensione su Rock Impressions

Feb 10, 2011 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

THE JESUS AND MARY CHAIN – PSYCHOCANDY (1985)

Voglio raccontarvi una storia. Una storia sporca, cupa, che fa molto rumore, la storia della migliore band degli anni ottanta: The Jesus and Mary Chain. Vacanza-Studio a Londra, estate 1986. Avevo il biglietto per lo show al Kilburn e qualcosa della band scozzese, che solo qualche mese prima si era resa protagonista di un live finito a bottigliate al Polytechnic: una scena molto punk ’77.

Era il 1985 e PsychoCandy era uscito da pochissimo, lo show che vidi fu deludente sotto certi aspetti e forse ai miei occhi di diciottenne sembrava troppo concettuale e retrò: solo dopo qualche anno ho capito la forza espressiva della musica minimalista dei fratelli Reid.

PsychoCandy - The Jesus and Mary Chain.jpg

Vestiti di nero, li immaginavo come una copia stilizzata dei Velvet Underground, occhiali neri e un rumore essenziale (e forse esistenziale!) che pervase la sala per tutti i 30 minuti di quello spettacolo.
Tutto sembrava meccanico, quasi dovuto; mancava la teatralità, l’intrattenimento, ma dai The Jesus and Mary Chain, ed in generale dalla metà degli anni ottanta, non potevi aspettarti di più.
La loro musica era intrisa di catrame denso e nauseante, raccoglievano il nichilismo di Lou Reed e lo scioglievano in rumori feedback ed in cornicette di chitarra che speravano di evocare la solitudine di Syd Barrett: la stessa disillusione, lo stesso straniamento, lo stesso non-sense.

Geniali, erano la risposta al post-punk che a Londra aveva fondamentalmente fallito in pochissimi mesi. Istrionici ed egocentrici si presentavano spogli di messaggi da lanciare, non erano i paladini del humor-nero, non volevano essere dark, né tantomeno truccarsi come dei morti viventi. Imperfetti, questo è l’aggettivo che li si addice di più. Le band indie di oggi sono in grosso debito!

The Living End è il manifesto più bello della musica dei Mary Chain, ronzante, petulante, oscuro, acido quel tanto che basta: in 2 minuti i timpani gridano aiuto! Nessun sollievo per un rock minimale che non vuole essere paragonato a niente; peccaminosi i paralleli con i laconici The Smith o con il melodramma alla The Cure. La Vox pentagonale di Jim Reid ha la stessa forza di una motosega agonizzante, togliendo la lucentezza ad un pop che a tratti sembra essere in preda ad un overdose letale. Just Like Honey è una ballata secca e deviata dai ritmi lenti e corrosivi, altro diamante grezzo di questo fondamentale album, che annichilisce ogni emozione positiva o negativa che sia.

Pragmatici i The Jesus and the Mary Chain con Taste the Floor, nevrotica ed analgesica nelle sue distorsioni prolungate e costanti, nel quale una certa melodia cerca di farsi largo come un raggio di sole durante un temporale dai nembi color cenere.

Un album da psicofarmaci, confermato dal pop ubriaco di The Hardest Walk e dal rumore fracassa-decibel di In a Hole. Alla batteria un giovane Bobby Gillespie (frontman dei futuri, fin troppo chimici, Primal Scream) imprime un tempo ipnotico ad ogni brano, come del resto il sibilo pesante del basso di Douglas Hart.
I soliti tre accordi prolungati per ogni brano, sovrastati da una dose sempre eccessiva di feed, fanno della chitarra di William Reid un arma da fuoco feroce e pericolosa, e non fa che confermare come i ragazzi non vogliano perdersi in assoli patinati.

Intimi ed emozionanti nel pop subacqueo di Sowing Seeds o dell’anfetaminica Some Candy Talking, ove finalmente si possono apprezzare le sei corde nella loro nudità.
My Little Underground suona come un bel tributo costipato, un atmosfera artificiale che sa di morfina; You Trip me up alza ancora di più i volumi, e se possibile la voce di Reid diventa un lieve eco sinistro da metastasi. Pop sottovuoto che si dilata in 4 minuti (un record per questo disco dalle fattezze punk!) in Something Wrong, nel quale si scorge la catatonica malinconia di una band che prolifera nell’oscurità.

Forse 24 anni fa non apprezzai appieno quel concerto al Kilburn, ma la provocazione celata (forse mica tanto celata!) e l’humour macabro da eroinomani dei The Jesus and Mary Chain non l’ho mai più rivisto su di un palco live! Inarrivabili, anche fra cent’anni!

Sommi maestri del rumore, l’ album definitivo!

Etichetta: Blanco Y Negro
Prodotto da: The Jesus and Mary Chain
Registrato a: Southern Studios, Londra

recensito da Gus
da Heartofglass.altervista.org

Gen 31, 2011 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Angelica Lubian – Pur che se ne parli

article_310111181130.jpgCon quest’ultimo lavoro, la Lubian si conferma artista di ottimo spessore.
La cantautrice friulana ci ha abituati a brani freschi, energici, punteggiati di solare ironia e squisitamente arrangiati.

“Pur che se ne parli” non fa eccezioni: è un pezzo estremamente godibile che descrive con piglio tagliente l’attitudine tutta italiana a privilegiare l’immagine alla sostanza.

La Lubian si dimostra capace come sempre di cogliere vizi e virtù delle persone ma soprattutto di rappresentarli in musica con immediatezza.

E’ un vero piacere vedere che la verve di Angelica non diminuisca col tempo, anzi tenda a rinforzarsi.
Unico neo del singolo è purtroppo il video, non ficcante come altri lavori (penso ad esempio a “Nosferatu”), bensì un mero accompagnamento visivo che nulla aggiunge alla completezza del brano.

Redazione ELFA Promotions
a cura Antonino Giorgianni

Gen 27, 2011 - PARLANDO DI MUSICA    No Comments

Il nuovo album de Il Giudizio di Eleonora su Rock Revolution

La band romana vanta tantissime partecipazioni a contest e festival di rilievo, tra cui “Rock targato Italia”, “MTV a cut”, “Marte Live” o “Yamaha Music Contest”, raggiungendo spesso ottime posizioni.

La voce suggestiva di Eleonora riceve il massimo dei voti anche da Rock Revolution, e perchè no… anche la lode!

Non poteva essere altrimenti visto che “lavorare” con un album di questa portata, dotato di grandissima grinta diventa un vero piacere.

Un pop-rock rapido e d’effetto la cui caratteristica è rappresentata da una voce femminile dotata di ampia estensione vocale.
Eleonora infatti non ha problemi a regolare i volumi della propria voce, dimostrando di aver acquisito un’ottima tecnica che le permette di produrre suoni gravi o acuti senza limitazioni.

Le melodie sono studiate e costruite su strutture definite ed ordinate e si basano su suoni puliti e compatti. In sintonia con la musica troviamo anche dei testi non banali, ricchi e calorici, sempre pronti a trasmettere una moltitudine di sensazioni che si distinguono di brano in brano.
Allo stesso modo si apprezzano i ritornelli, sempre equilibrati e densi, che sanno dare in diversi momenti delle forti scosse interiori.

Ogni canzone riesce ad interessare e catturare, specie per la capacità di essere spesso e volentieri profondi ed intimi, conservando sempre la sensazione di freschezza.

E’ il caso di “Ci manca il pane”, un brano estroverso e sentito in cui l’anima della cantante riesce a dare forma alle espressioni che ne emergono.
Altre tracce riescono nello stesso intento, a tal proposito potremmo citare “Borderline” o la stessa “Vertigine” , quest’ultimo un pezzo forte dell’album, soprattutto perchè dà prova di come la band riesca a rendere il proprio repertorio variegato e non inquadrato o limitato ad un solo stile o genere.

L’album raccoglie un misto di aggressività condita di ipnotica ironia, passando da quiete atmosfere ad ambienti più ampi e vitali con grande bravura.
Soprattutto la voce di Eleonora, che ancora elogiamo, meriterebbe una buona posizione nelle classifiche dove spesso si posizionano artisti più conosciuti ma dello stesso livello musicale.

Il Giudizio di Eleonora è una band dalle larghe vedute e senza dubbio caratterizzata da una mentalità aperta. Auguriamo loro un rigoglioso futuro..

Tracklist:
01. Femmina
02. Non Mi Baci Mai
03. Ci Manca Il Pane
04. Borderline
05. Vertigine
06. Era Inevitabile
07. Dimmi
08. Grida
09. Le Strade Che Non So
10. Gitana
11. L’Identità
12. Nuovi Mondi
13. Il Fiume

Formazione:
Eleonora Giudizi, Max Minoia , vari professionisti che collaborano a seconda della performance

MySpace: http://www.myspace.com/ilgiudiziodieleonora
WebSite: http://www.ilgiudiziodieleonora.com

[Recensione a cura di Ida Parlavecchio]
by ROCK REVOLUTION
http://www.rockrevolutions.it

Riferimenti web:

RECENSIONE ROCK REVOLUTION

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